L’umanità si è persa
davanti al CARA
a Castelnuovo di Porto

Ieri è accaduto qualcosa di molto grave per una comunità civile. Il Cara di Castelnuovo di Porto, il secondo centro per rifugiati più grande d’Italia è stato sgomberato con un blitz di polizia e dell’ esercito, senza nessuna programmazione sulla dislocazione delle persone presenti nel centro.
Il Cara di Castelnuovo andava chiuso. Questo è noto.  O quantomeno ridimensionato cosi come prevedeva il pacchetto sicurezza Minniti: piccoli centri di accoglienza diffusi sul territorio e sostenibili per assicurare un effettivo servizio di sostegno e inserimento ed un controllo delle situazioni.

Il pacchetto Salvini ha invece stravolto il quadro delle politiche sui temi dell’immigrazione. Con la cancellazione della protezione umanitaria di produce una riduzione degli strumenti per gestire l’immigrazione sia nella fase di accoglienza che di allontanamento.

Con la decisione di chiudere le strutture di accoglienza si spinge il paese verso il caos ed i cittadini stranieri vengono condotti ancora di più alla marginalità con il rischio di essere reclutati in attività criminali per sopravvivere. Lo sgombero del Cara è una delle prime conseguenze di queste scelte.

Ma noi abbiamo criticato le modalità dello sgombero indegne di uno stato di diritto e che ricordano cere metodologie che non fatichiamo a definire da lager nazista.

Come dovremmo definire, infatti, la scelta di separare le donne dai bambini ?

Come dovremmo definire la decisione di disperdere per strada senza effetti personali, senza controlli decine di persone che ora vagano per la città senza nulla dietro?

Come dovremmo definire la deportazione di centinaia di persone che lavoravano, con bambini scolarizzati e che ora dovranno ricominciare da zero?

Questa è la “sicurezza” della destra fascista e leghista al governo.

Le bestie delimitano il territorio con i propri umori. E attaccano gli altri animali che varcano quel limite.  L’uomo invece deve farsi carico delle domande di umanità del proprio tempo ed è proprio  questo che lo distingue dalla dimensione bestiale. Non è un caso che Salvini usi un un software che si chiama “La bestia”: è la conferma che si punta su istinti primordiali.

Tutto questo non produrrà più sicurezza ma maggiore caos.

La situazione che si sta determinando ci dice che non avremo meno immigrati ma avremo più clandestini, più persone non censite, non integrate, non controllate, più esposte alla illegalità e alle reti criminali ma soprattutto più deboli.

Contro tutto questo, contro questa recessione morale e culturale si deve levare la voce di tutti le persone di buona volontà. E non per un generico buonismo ma perché la nostra società ha bisogno di scelte e di governo che siano sagge e giuste. Scelte centrate sul rispetto della persona umana, della Costituzione e della sicurezza dei cittadini e dei migranti.

La politica di questo governo non risolve il problema ma lo ignora, lo nasconde, peggiorandolo, isola l’Italia e la indebolisce nel rapporto con i partner europei, la lascia nuda sulla frontiera delle rotte dei migranti, del traffico di vite umane.

Salvini e la lega predicano il sovranismo e trovano i loro colleghi razzisti ostili alla collaborazione.

Contro questa follia politica e morale deve levarsi la voce di tutte le forze autenticamente democratiche e del mondo dell’ associazionismo e del volontariato e di tutti coloro che pensano la vita dell’uomo sia il centro dei propri valori.

Dopo i migranti, toccherà ai vecchi, si disabili, ai gay, a tutti coloro che ti pongono un problema, ti mettono in contraddizione o ti pongono una domanda di aiuto.

Oggi il quotidiano Libero titola contro i gay.

È la prova di un paese che viaggia sul crinale di un burrone in primo luogo morale e contro questa deriva deve formarsi l’argine di una sinistra democratica larga e popolare.