Lucio Magri, cronache dalla rivolta
del Sessantotto francese

Fino a poco tempo fa in Italia esistevano una serie di figure, donne e uomini impegnati nel discorso pubblico, figure intellettuali e politiche insieme, personaggi spesso eclettici e dotati prima ancora che di forti ideologie di formidabili visioni. Persone dense, forti e fragili allo stesso tempo, passionali e incredibilmente curiose.

Per un certo periodo in Italia appariva normale che se si facesse politica, che se ci si impegnava nella vita pubblica lo si dovesse fare recuperando il più possibile strumenti e conoscenze indagando il proprio tempo per tentare di scorgere un pezzo di futuro e magari cambiarlo in meglio.
Era normale, tanto più se tutto questo lo si voleva fare da sinistra, in particolare nelle file del PCI, là dove l’opposizione era a tratti imposta più dall’orizzonte che dall’elettorato, ma che mai si poneva impotente e incapace di dare risposta e fare argine alle sfide che di volta in volta venivano ingaggiate.

Tra queste figure, davvero innumerevoli, spiccava l’intelligenza romantica e irriverente di Lucio Magri che tra le altre cose, fondatore de il manifesto, decise di buttare alle ortiche una promettente carriera da dirigente comunista per inseguire la propria personale rivolta, ed è di rivolta che parla il bel volume finalmente e felicemente ristampato da Manifestolibri, Considerazioni sui fatti di maggio (con la bella prefazione di Filippo Maone, 176 pagine – 16,00 euro). Lucio Magri qui indossa le vesti del reporter appassionato e anche certamente critico, incuriosito dalla forza ideale degli studenti francesi e dal possibile capovolgimento in corso nella società francese. Ma se non va sottovalutata l’analisi politica di Magri decisamente lungimirante e lucida, risultano essere le note a latere, la piccola cronaca, l’intuizione di un gesto la parte più gustosa e interessante del volume che riporta in vita le strade di quel maggio con sapiente destrezza.

Quello di Considerazioni sui fatti di maggio è un Magri meno pensoso del solito, più leggero e godibile, capace di respirare insieme alla lotta il vento fresco di una stagione al tempo stesso irripetibile perché potenzialmente ripetibile ad ogni stagione. Resta poi certamente l’analisi, la contestualizzazione del maggio rispetto al contesto internazionale e politico e la capacità di unire cronaca ad analisi economica e storica, ma sempre senza mai perdere il dono prezioso della fantasia e del coraggio elementi primari per ogni rivoluzione possibile e vera lezione inesauribile del maggio di cinquanta anni fa.

Lucio Magri

Considerazioni sui fatti di maggio

manifestolibri

176 pagine – 16 euro