L’oro di Trisulti per i sovranisti
che hanno cacciato i frati

Chissà se il corrispondente dell’Unità da Frosinone negli anni ’70 l’ha poi trovato l’oro che cercava. Si chiamava Federico di cognome. Il nome non lo ricordo perché poi si perse nella diaspora della redazione e non seppi più nulla di lui. Ricordo però i suoi racconti sulle domeniche passate a setacciare la ghiaia del torrente Cosa, tra Collepardo e Trisulti, per ricavarne granelli che forse non lo avrebbero mai reso ricco ma qualche soddisfazione, quella sì, gliel’avrebbero data.

Mi è tornato in mente, Federico, leggendo la storia del Humanae Dignitatis Institute che, un po’ in latino e un po’ in inglese, si è dato il compito di “difendere le fondamenta giudaico-cristiane della civiltà occidentale riconoscendo che l’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio”. Vaste programme, indubbiamente, che, come ha spiegato il presidente inglese dell’istituto Benjamin Harnwell verrà realizzato istruendo volenterosi catecumeni che diffonderanno il Verbo in tutto il mondo.

Benjamin Harnwell

Detta così sembra una delle tante storie di sette e fanatismi bizzarri che popolano le inquiete cronache dei disagi mentali dell’Occidente. Ma Harnwell non è uno dei tanti santoni che di tanto in tanto si affacciano alla cronaca. È un personaggio con una sua storia politica: cattolico, esponente dell’ala più a destra dei tories britannici, ex braccio destro del deputato alla Camera dei Comuni d’origine bengalese Nirj Deva, promotore dell’European Christian Political Movement e direttore del National Catholic Register, l’uno e l’altro voci combattive del cattolicesimo integralista.

Molto più conosciuti di lui sono i suoi padrini, quello spirituale e quella politico. Il primo è il cardinale Raymond Leo Burke, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, già vescovo di La Salle (Wisconsin), strenuo difensore delle posizioni più retrive in fatto di morale sessuale, omosessualità, divorzio e aborto, restauratore della Messa Tridentina in latino e nemico dichiarato di Papa Francesco che qualche tempo fa ha adombrato possa essere il “papa eretico” profetizzato nell’opera di San Roberto Bellarmino (quello che ordinò il rogo per Giordano Bruno). Il secondo è Steve Bannon, il guru di Donald Trump che contribuì potentemente alla sua elezione per essere poi cacciato dalla Casa Bianca in seguito alle manovre di potere della figlia di Trump Ivanka e del marito di lei Jared Kushner. Bannon, com’è noto, ha scelto l’Italia come campo sperimentale per le sue teorie primatiste bianche e sovraniste, ha offerto gratis (?) i suoi consigli al governo giallo-verde, ha stretto amicizia e alleanza con Matteo Salvini ed è considerato indiscussa guida politica dalla destra più destra, Giorgia Meloni in testa.

Steve Bannon con Matteo Salvini

Ma che hanno a che fare un ultrà cattolico inglese, un vescovo integralista americano e un ideologo della supremazia bianca e del sovranismo anti-Ue con Trisulti,  nota fino a qualche mese fa soltanto per essere una delle più belle abbazie benedettine d’Italia, tappa del cammino di San Benedetto, patrono dell’Europa, da Norcia a Cassino?

Il fatto è che nel febbraio scorso Harnwell, in cerca di una sede dove piazzare la sua accademia sponsorizzata da Burke e da Bannon, all’epoca già liquidato da Trump e alla ricerca d’uno sfogo alla propria esuberanza politica, venne a conoscenza di un bando del ministero italiano per i Beni Culturali per l’assegnazione della Certosa di Trisulti, acquisita nel 2004 dal Polo Museale del Lazio, a un’istituzione benefica che fosse in grado di restaurarla e di provvedere alla sua manutenzione. Il prezzo dell’affitto era relativamente basso, 100 mila euro l’anno, e il ministro Franceschini, a poche settimane dalla scadenza del governo, non pareva propenso a farsi troppe domande sulla natura e sulla qualità delle offerte. E così la chiesa e il monastero arroccati tra i boschi sui pendii dei monti Ernici nel territorio del comune di Collepardo, furono assegnati alla Humanae Dignitatis. L’ultimo frate che era rimasto per ricevere i visitatori e far celebrare le messe dovette sloggiare e i portoni furono chiusi.

Fine della storia di una delle certose benedettine più belle d’Italia, con una storia importante. Edificati all’inizio del XIII secolo, la chiesa, dedicata a San Bartolomeo, e il monastero erano stati assegnati ai Certosini da papa Innocenzo III nel 1211. Per secoli Trisulti è stata, oltre che mèta di pellegrini, punto di passaggio strategico tra il Lazio e l’Abruzzo, ai confini sud-orientali dello stato pontificio. I suoi frati hanno gestito una farmacia famosissima, almeno nel Lazio, che oltre a rimedi naturali contro ogni malattia forniva ai numerosi (un tempo) visitatori cioccolata squisita per i più piccoli e liquore nocino di micidiale gradazione per i più grandi.

Resta ancora da spiegare, però, perché Harnwell, Bannon e il cardinale Burke abbiano scelto proprio quest’angolo d’Italia per farne il centro d’irradiazione mondiale del loro vangelo sovranista-suprematista. La Ciociaria è bellissima e i monti Ernici hanno un fascino selvaggio. Lo sanno migliaia di famigliole in escursione domenicale, boy scouts in uscita di reparto, alunni in gita scolastica, pellegrini devoti e cultori della pace monastica che hanno goduto del chiostro, della grande facciata barocchizzata nel Settecento, dell’antica farmacia con il suo erbario, della bellissima foresta di querce, della ruvida simpatia di qualche frate che aveva voglia di scherzare e raccontare storie. Ma è assai dubbio che tutto questo abbia esercitato la minima suggestione sul terzetto anglosassone o che renderà la vita più bella agli aspiranti sovranisti che frequenteranno l’accademia, se mai funzionerà davvero. Allo stesso prezzo, diciamocelo, Harnwell, Bannon e sua eminenza Burke avrebbero potuto trovare in tutta Europa e anche in Italia location più rutilanti, sedi più prestigiose e meno decentrate. Perché Trisulti, Comune di Collepardo, provincia di Frosinone, Italia?

È dietro a questa domanda che si insinua, velenoso, il ricordo citato all’inizio. A Trisulti c’è l’oro. Poco lontano si possono ancora vedere le tracce di una miniera che venne sfruttata per secoli nel Medioevo e forse anche prima. Poi la lasciarono perdere perché gli strati più superficiali si erano esauriti e sarebbe stato troppo complicato e costoso scavare più a fondo. Ma l’acqua del torrente Cosa trascina ancora con sé le tracce di quel bendidio, come sapeva bene il nostro caro collega Federico (al quale, se gli capiterà di leggere queste righe, chiediamo di appalesarsi). E allora ecco il dubbio: non sarà che i sovranisti anglo-americani hanno scelto Trisulti proprio per l’oro? Che adesso riapriranno la miniera, ne estrarranno tonnellate e tonnellate e finanzieranno la loro crociata mondiale per restaurare le radici giudaico-cristiane dell’Occidente, contro i comunisti, i radical-chic, le femministe, gli omosessuali, i divorziati, i medici abortisti, i preti operai, le messe con le chitarre, i neri alla Casa Bianca, i finanzieri ebrei, Soros, i burocrati di Bruxelles, i clandestini, gli zingari, le navi delle ONG…

Fantasie malate. La realtà, nuda e cruda, è molto più banale ma quasi altrettanto triste. Per colpa di un ministro distratto, dei cialtroni si sono impossessati di un pezzettino d’Italia al quale tenevamo, memoria di giorni felici. Nei giorni scorsi a Collepardo e Trisulti gli abitanti si sono ribellati e hanno organizzato cortei e petizioni perché il ministero riconsideri la concessione. Il gialloverde che ora occupa la poltrona di Franceschini se ne guarderà bene. Ma voi, collepardesi e trisultini, fatemi sapere quando sfilerete ancora in corteo. Io ci sarò.