L’ONU: ancora espulsioni
e negazione del cibo
al confine ungherese

Alla frontiera tra l’Ungheria e la Serbia vengono segnalate nuove gravissime violazioni dei diritti umani e delle leggi internazionali. Stavolta la denuncia viene dalla Unhcr, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati. Dopo i casi di negazione del cibo ai richiedenti asilo segnalati dal Comitato Helsinki e da una ONG che nelle settimane scorse avevano portato a una condanna del governo di Budapest da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo accompagnata da un’ingiunzione urgente a fornire l’alimentazione alle persone detenute (illegalmente), i funzionari delle Nazioni Unite, che hanno un punto di osservazione dalla parte serba della frontiera, hanno riferito che gli ungheresi non solo continuano a negare il cibo agli adulti, ma stanno procedendo ad espulsioni, assolutamente illegali secondo il diritto internazionale, di persone in attesa che la richiesta di asilo venga esaminata.

Le espulsioni illegali sono avvenute martedì scorso e hanno riguardato almeno due famiglie di afghani composte da quattro adulti e sette bambini, mentre agli adulti di una terza famiglia sarebbe stato negato il cibo per almeno cinque giorni. Alle persone espulse si presenta la beffarda alternativa tra un ritorno immediato in Afghanistan con un volo organizzato da Frontex e la sistemazione in un campo dalla parte serba del confine.

Viene da chiedersi perché Frontex, che è l’agenzia di controllo sulle frontiere esterne dell’Unione europea, si presti a un’azione palesemente illecita come riportare profughi in un paese in cui non è minimamente assicurato il rispetto dei più elementari diritti umani. E viene da chiedersi anche perché la Commissione UE e il Consiglio assistano senza intervenire allo scempio che si sta compiendo da mesi e anni in Ungheria dei valori su cui si fonda l’Unione. È il caso di ricordare che Viktor Orbán e il suo partito di governo Fidesz sono stati condannati dal parlamento europeo e sono ora “sotto osservazione” da parte del gruppo parlamentare del PPE, che ha sospeso fino all’autunno la procedura di espulsione chiesta da alcuni dei partiti della famiglia popolare più attenti e più sensibili ai valori del cristianesimo democratico (non dagli italiani di Forza Italia).

A parte un vicepremier italiano che si è fatto fotografare con il binocolo in mano su una torretta sul muro anti-migranti che è andato a “studiare” nei giorni scorsi, non pare che gli osservatori, finora, abbiano osservato alcunché.