L’insostenibile follia di Jason Polan
che voleva disegnare tutti a New York

E’ morto a 37 anni Jason Polan. Aveva un solo sogno: disegnare ogni volto di New York, la sua città. Nel 2008, sul suo blog Every Person In New York, aveva scritto: “Voglio disegnare tutti”. E da quel momento Jason non aveva mai abbandonato questa tenera e insostenibile follia, neppure quando era consapevole che la sua vita si sarebbe interrotta prematuramente. Ma in questi anni Jason è comunque riuscito a mettere sulla carta oltre 30.000 persone incontrate nei bar, per strada, sulla metro.

jason polan
Man at Taco Bell 2nd Avenue

Era nei luoghi pubblici che Jason divorava matite e block-notes: mani sospese, pochi schizzi, tratto leggero. Fine. Diceva: “Voglio disegnare solo quello che vedo, senza ingannare nessuno”. Perciò a qualcuno manca un braccio o una gamba, gli occhiali hanno soltanto una lente e ci sono corpi deformi.

L’ultimo ritratto e poi l’ospedale

Jason non voleva che la gente posasse per lui. Amava semplicemente andare in giro e guardarsi attorno, magari senza farsi notare. “Fin da piccolo aveva la passione di catalogare cose e persone” ha raccontato alla stampa americana il padre Jesse. E forse è anche per questa inusuale ossessione che Jason era considerato da molti un tipo strano.

Il 19 dicembre scorso, sul blog di Jason, è apparso il suo ultimo ritratto: “Man at Taco Bell on 2nd Avenue”. Morirà il 27 gennaio. Però il suo ritratto più tenero resta senz’altro quello che sembra abbia provato a fare all’ospedale pochi giorni prima di morire: una lattina e una mela sul comodino. Il tratto della matita debole e appena accennato, distante totalmente da ciò che di suo è stato pubblicato negli anni anche sul New Yorker e sul New York Times. Dunque è toccato al padre unire le linee che dessero forma, chissà, o al picciolo della mela o al collo della lattina. Voleva regalare probabilmente un ultimo sorriso al figlio. E c’è riuscito. Jason gli ha sussurrato: “Dad, wow”.