Il revisionismo storico
è sbarcato
all’Europarlamento

Il parlamento europeo ha approvato, anche con molti voti di deputati della sinistra (compreso il PD) una mozione in cui si equiparano fascismo e comunismo. Se fosse vivo Ernst Nolte sarebbe contento. Nolte il più conosciuto degli storici revisionisti tedeschi è morto da tre anni e una trentina d’anni prima di lui sono morte le idee che nel 1986 gettò come un macigno nel dibattito accademico e che dettero vita a quello che in Germania fu chiamato “Historikerstreik”, la controversia tra gli storici.

La teoria di Nolte

Riassunta nel modo più semplice, ma rigorosamente aderente alla lettera, la teoria di Nolte era la seguente: il fascismo e il nazismo non furono movimenti originali e spontanei, ma furono la reazione al bolscevismo che, con la violenza, si era affermato nell’Unione Sovietica e che minacciava l’Europa intera. Se non ci fossero stati i comunisti, non ci sarebbero stati Mussolini in Italia e Hitler in Germania.

Auschwitz

Le tesi di Nolte vennero duramente contrastate dalla cultura storica accademica tedesca e internazionale in quanto portavano inevitabilmente, che l’autore lo volesse o meno (ed è diffusa l’opinione che lo volesse), a una relativizzazione dei crimini nazi-fascisti.

Non a caso, per sostenere l’idea che anche le degenerazioni più barbare della dittatura nazista non erano state, in fondo, che “esagerazioni” in una lotta civile europea scatenata dall’esito della Rivoluzione d’Ottobre, Nolte fece proprie anche le posizioni del negazionismo che negava l’unicità dell’Olocausto, se non la sua stessa realtà storica. Sostenne ad esempio la tesi del più noto di tutti i negazionisti, lo storico britannico David Irving, secondo il quale Hitler non aveva mai dichiarato l’intenzione di adottare la “soluzione finale”, ovvero lo sterminio programmato di tutti gli ebrei, del quale sarebbe rimasto all’oscuro fino alla fine.

La “controversia degli storici”

La “controversia degli storici” in realtà non fu propriamente una controversia. A parte qualche pallido epigono in Germania e in pochi altri paesi (in Italia, ma con sostanziosi distinguo Augusto Del Noce), le posizioni di Nolte vennero respinte dal mondo accademico e memorabile fu la stroncatura che ne fece il più importante filosofo tedesco vivente, Jürgen Habermas.

Un revival del revisionismo storico si è avuto, invece, in anni più recenti nell’Europa orientale e particolarmente nelle Repubbliche baltiche, in Polonia, in Ucraina e in Ungheria.

Dopo la caduta dell’Unione Sovietica la riconsiderazione dell’oppressione subita da quelle nazioni ad opera non solo di Stalin ma anche dei suoi successori e dei crimini dello stalinismo non ha portato soltanto al rifiuto, sacrosanto, di quelle pagine della storia, ma anche a una radicale e pericolosa riproposizione delle istanze nazionalistiche antisovietiche che in molti casi e talora in modo massiccio avevano portato parte quei popoli a schierarsi dalla parte dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

Anche in questi casi, la rilettura della storia in chiave antibolscevica ha portato alla negazione dei crimini tedeschi, a cominciare dalle campagne di sterminio degli ebrei che proprio in quei paesi avvennero prima e in proporzioni ancora più terribili che nel resto d’Europa.

La mozione di Strasburgo

L’impressione è che nella proposizione dell’equazione comunismo uguale a nazifascismo nella mozione approvata a Strasburgo queste tendenze di pensiero diffuse nell’est e nel nord-est dell’Unione abbiano pesato e che essa sia stata votata da una maggioranza piuttosto inconsapevole. Lo stalinismo e la dittatura sovietica hanno prodotto crimini orrendi e provocato milioni di morti, ma fascismo e nazismo non furono una reazione al male che veniva da Mosca; furono il portato di un’evoluzione politica e culturale che affondava nel razzismo e nell’antisemitismo, fenomeni assolutamente “europei” e “occidentali”, e nell’imperialismo.

Che centinaia di deputati europei, anche della sinistra e del partito democratico, non ne abbiano avuto contezza, per ignoranza storica o per leggerezza, è un problema. Non fa onore a loro e neppure all’idea dell’Europa.