La sfida di Langer: “Unità nella diversità
ecco come reinventare l’Europa”

Nel quarantesimo anniversario delle prime elezioni dirette del Parlamento europeo, nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati, è stato presentato il Quaderno “Pro Europa” realizzato dalla Fondazione Alexander Langer e dalla rivista “Una città” di Forlì. Sui temi della pubblicazione hanno discusso Grazia Barbiero, Giovanna Grenga e Marianella Sclavio del Comitato scientifico della Fondazione, Furio Colombo, giornalista e scrittore, e Virgilio Dastoli, presidente del Movimento europeo. Per offrire un contributo sui temi trattati nel Quaderno, pubblichiamo larghi stralci del discorso con cui Alexander Langer presentò il programma dei Verdi per le elezioni europee del 1994. È davvero sorprendente constatare quanto l’analisi dei problemi tracciata da Langer e l’indicazione delle soluzioni possibili abbiano, a venticinque anni di distanza, una significativa convergenza. Come, in qualche modo, parlino alla sinistra di oggi.

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“Vivere in pace tra gli uomini e con la natura. Raddrizzare lo sviluppo impazzito verso una civiltà solidale e sostenibile. Assicurare dignità e lavoro a tutti. Difendere l’eredità comune: l’ambiente, il patrimonio culturale, il diritto. Affrontare insieme a tutti gli altri europei le sfide più urgenti: la convivenza in Europa, la salvaguardia della natura, l’equità sociale. Conquistare democrazia, qualità della vita e partecipazione per tutti. Fare dell’Europa la casa comune della libertà e della giustizia.

Dal 1989 c’è stato il più grande cambiamento che l’Europa abbia mai visto in tempo di pace. Per ora non ha saputo digerirlo bene: nuovi muri si alzano al posto dei vecchi, violenze e guerre si moltiplicano, nuovi egoismi minacciano la coesione. La vecchia ricetta dell’unificazione europea attraverso la crescita e l’integrazione economica mostra la corda: mercificazione e degrado dell’ambiente, disoccupazione massiccia, competizione selvaggia.

Occorre re-inventare l’Europa, all’altezza della sua nuova, possibile primavera. Non per gareggiare con l’America o con il Giappone ma per diventare ospitale verso tutti i suoi abitanti e amica di tutto il resto del pianeta. I Verdi – un movimento presente in tutta l’Europa, all’Ovest come all’Est – sono dei protagonisti necessari a questa impresa, se non si vuole la rincorsa di una crescita che semina distruzione e vittime, ma una saggia svolta verso la salute, l’ambiente, l’economia sostenibile anche per le generazioni dopo di noi (…)

L’Europa dell’ambiente e della salute: nessun miope vantaggio finanziario può compensare la dissipazione dei beni più preziosi. I Verdi si battono per norme e scelte europee sempre più esigenti: legislazione ambientale, tutela dei consumatori, umanizzazione della sanità, rispetto per gli animali (…).

L’Europa dell’occupazione e della sicurezza sociale per tutti: una crescita economica che emargini i meno competitivi e li lasci al loro destino sarebbe un frutto avvelenato, socialmente irresponsabile. Lavorare meno, lavorare sano, lavorare tutti e potersi fidare della rete di protezione sociale.

L’Europa dell’agricoltura rispettosa della natura e del lavoro contadino: oggi siamo al disastro riconosciuto della politica agricola comunitaria (…) L’Europa del riuso e del riciclaggio: se non si vuole che la montagna dei rifiuti ci avveleni e seppellisca tutti, bisogna passare al risparmio di materia ed energia, alla produzione di beni più durevoli, al riuso, al riciclaggio, allo smaltimento locale dei rifiuti (…) L’Europa dei trasporti compatibili: cementificazione autostradale e valanghe di tir per un insano su e giù di merci sono tra i più gravi pesi per l’ambiente (…)

L’Europa dei diritti umani e civili, dei cittadini e della convivenza: finora l’Europa comunitaria si è preoccupata molto delle aziende, delle merci, dei capitali, dei tassi di inflazione. Ora si tratta di varare un corpo comune di leggi di cittadinanza e di democrazia europea, a garanzia di eguali diritti e uguale protezione in tutta l’Unione e a garanzia dell’apertura agli altri. La difesa e la promozione dei diritti umani all’interno e all’esterno dell’Unione deve diventare una priorità politica oltre che morale (…)

L’Europa dell’unità nella diversità: L’Europa, a differenza dell’America, non ha scelto la strada del melting pot, dell’integrazione omogeneizzante. La varietà di lingue, culture, tradizioni è riconosciuta come ricchezza europea, come fattore di vitalità da salvaguardare e garantire nell’integrazione. Oggi i diritti di molte minoranze restano negati in Europa, manca un comune codice: i riflessi nazionalisti e razzisti risorgono numerosi. I Verdi si impegnano per un’Europa garante delle diversità, capace di farle coesistere e valorizzarle in un ordinamento comune (…)”