L’esercito dei disabili
e il prezzo altissimo
pagato al Coronavirus

Continuo a ricevere tanti messaggi, tante telefonate dai familiari di persone con disabilità, soprattutto madri, che mi esprimono preoccupazione per il disagio che continuano a vivere i loro figli, aggravato dall’emergenza Covid, e per il loro futuro. Le persone con disabilità stanno pagando un prezzo altissimo, ed ora? Cosa accadrà? La disabilità è una condizione di estrema fragilità e chi vive tale condizione è stato il più esposto alle conseguenze della pandemia. Assistenza, lavoro e formazione sono tra le questioni che più preoccupano chi vive una disabilità. La situazione è drammatica e non credo di esagerare ad affermarlo. La fatica del vivere quotidiano si è resa ancora più complicata e difficile.

Prima della pandemia gli iscritti al collocamento obbligatorio erano circa 800 mila. Ed oggi? Saranno certamente aumentati. Un esercito di giovani e adulti in cerca di lavoro per una vita dignitosa. Aspirare ad un lavoro e ad una vita decente è una speranza di tutti, a prescindere dalle proprie condizioni. Il diritto al lavoro è un diritto di cittadinanza inderogabile.

Purtroppo il decreto ‘Cura Italia’ ha sospeso la legge 68, o meglio ne ha sospeso le condizionalità e dunque nei fatti è caduta temporaneamente quella norma, a tutela delle persone con disabilità, per l’inclusione lavorativa. La Cgil, insieme a Cisl e Uil, ha chiesto alla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo la convocazione urgente di un tavolo operativo per rilanciare da subito le politiche attive a favore delle persone con disabilità, politiche sospese sull’onda dell’emergenza. Il problema del lavoro è andato ad aggiungersi a tanti altri problemi, quali la chiusura delle scuole, dei centri di riabilitazione, dell’assenza dell’assistenza domiciliare. Nessun aiuto in una quotidianità di sofferenza e frustrazione.

Quando l’Italia ripartirà non potrà farlo senza le persone con disabilità e le loro famiglie.
Lavoro, assistenza, sanità, scuola, formazione, riabilitazione temi importanti per i quali ogni giorni con la nostra attività ci battiamo per la loro difesa. Ci auguriamo che la politica possa darci risposte in merito. Nel mio lungo lavoro da sindacalista e quindi di difesa dei diritti delle persone con disabilità, ho imparato che l’amore alimenta la vera giustizia e la vera giustizia declina politiche di uguaglianza tra le persone. Bisogni e interessi vanno mediati, ma con al centro sempre la persona.

L’autrice è responsabile delle politiche per la disabilità della CGIL