Legge elettorale, da rifare e subito

Dopo il voto c’è la conferma che la legge elettorale in vigore è inservibile, sia per consentire agli elettori di scegliere direttamente i parlamentari, sia per garantire comunque una maggioranza. Non è una sorpresa.

Il Coordinamento per la democrazia costituzionale ha tentato nell’autunno scorso con una petizione popolare con più di 230.000 firme – presentate al Presidente del Senato – di ottenere l’attenzione del parlamento che stava subendo (approvando) con ben 8 voti di fiducia la legge elettorale. Il voto di fiducia è stato usato a ripetizione per imporre l’approvazione della legge e voleva impedire qualunque discussione parlamentare su una legge elettorale che tradisce fin dal nome (rosatellum) il ruolo del Pd che l’ha concordata con Forza Italia e Lega, più il sostegno di qualche “cespuglio”.
Nulla da fare. Si è voluto ancora una volta imporre una scelta, contro ogni ragionevolezza, spingendo Gentiloni a mettere la fiducia malgrado avesse sostenuto al suo insediamento che il governo avrebbe lasciato fare al parlamento la legge elettorale.

La responsabilità dell’approvazione di questa legge è chiarissima, con l’obiettivo di rendere possibile dopo il voto un accordo tra Pd e Forza Italia per fare un governo. Come spesso capita quando entrano in campo aspetti luciferini la pentola non aveva il coperchio. Infatti il voto del 4 marzo, largamente imprevisto, ha travolto i meccanismi elettorali e i tentativi di ingabbiare la situazione, esprimendo con forza l’insofferenza degli elettori, provocando un cambio d’epoca.

Alla fine il Pd è uscito sconfitto e Forza Italia ha perso l’egemonia nel centro destra. Il risultato elettorale che ha portato ad un esito storico per il M5S e per la Lega (vittoria è definizione impropria) ha travolto gli argini costruiti dal rosatellum ma non ha fornito soluzioni adeguate a causa della legge elettorale in vigore.

Sarebbe non solo strano ma diabolico non porsi l’obiettivo di modificare subito la legge elettorale. E’ un punto di fondo, da affrontare subito perché è impensabile tornare a votare con questa legge, presto o tardi che sia. Tanto più se il quadro politico uscito dalle elezioni non offrisse soluzioni durature è evidente che la legge elettorale è un punto essenziale da risolvere.

Non va sottovalutato il ritorno allarmante della spinta a modificare la Costituzione. Evidentemente la vittoria del No al referendum del 4 dicembre 2016 non è bastata. C’è chi insiste apertamente per rimettere le mani sulla Costituzione e questa volta l’obiettivo è chiaro: virare verso una qualche forma di presidenzialismo, per riuscirci la legge elettorale è un passaggio indispensabile, per questo ritorna l’accento su una svolta maggioritaria. Le modalità di modifica della nostra Costituzione sono state immaginate per parlamenti eletti con leggi sostanzialmente proporzionali, se vengono introdotte alterazioni maggioritarie importanti le modifiche costituzionali possono essere fatte da anche da minoranze. Del resto le modifiche della Costituzione targate Renzi sono state possibili solo grazie ad un parlamento eletto con il porcellum.

Le modifiche alla legge elettorale debbono rispondere ai punti dolenti della nostra democrazia. La questione più importante è oggi la caduta di credibilità della rappresentanza politica, in particolare del parlamento.

Il parlamento è centrale nel nostro assetto costituzionale, se la sua credibilità è in crisi lo è tutto l’assetto istituzionale. Per questo il primo problema è eleggere un parlamento che abbia la fiducia dei cittadini. Legge elettorale dopo legge elettorale la scelta dei parlamentari da più di un decennio non è più fatta dai cittadini, che possono solo votare per liste preconfezionate, senza poter fare alcuna scelta. La legge elettorale attuale è forse la peggiore perché non solo impedisce di scegliere (voto unico) ma votando per un candidato uninominale automaticamente si vota per tutta la “famiglia” collegata, spesso casualmente, perfino fuori regione. L’elettore sceglie solo la lista, i candidati da eleggere sono decisi dai vertici di partito.
La nuova legge elettorale deve consentire agli elettori di scegliere i parlamentari che hanno la loro fiducia.

C’è poi il problema della maggioranza regalata da meccanismi moltiplicatori del voto. Va ricordato che Berlusconi nel 2008 ebbe esattamente questo risultato che però non gli impedì di perdere i referendum nel 2011 e di entrare in crisi poco dopo.
Ottenere una maggioranza parlamentare non basta a mettere il bavaglio all’opinione pubblica. Inoltre la Corte costituzionale ha già espresso con sentenza che per tenere conto dell’uguaglianza dei voti, per ottenere un premio di maggioranza occorre raggiungere un certo livello, ad esempio il 40 % e a questo livello il 4 marzo nessuno è arrivato. Per di più come ha ricordato Di Maio il M5S con il 32% dei voti ha il 36% dei parlamentari, è un premio di maggioranza implicito del 10%. La ricerca del premio di maggioranza è un sostituto della normale dialettica politica che è fatta di distinzione di programmi e insieme della ricerca di una convergenza programmatica per costruire una maggioranza. Gli inciuci esistono ma sono una cosa diversa. Una piattaforma comune raggiunta in modo trasparente da partiti o movimenti che hanno posizioni diverse non è affatto un danno e tanto meno un inciucio ma semplicemente un accordo politico per governare, che responsabilizza i soggetti che contraggono il patto e si fanno carico di rispettarlo di fronte ai cittadini.

Usciamo da una fase di dure contrapposizioni, di reciproche scomuniche che hanno reso difficile il confronto di merito perché le posizioni di partenza sono state rigidamente contrapposte. Ma questa è una deriva patologica, il cui unico sbocco può essere la conquista di una preminenza con meccanismi che regalano una maggioranza che altrimenti non c’è ad una minoranza.
Per queste ed altre ragioni la legge elettorale è un punto dirimente che contribuirà a decidere il futuro dell’Italia. Occorre farla presto, farla bene, avere fiducia nei cittadini che sanno scegliere, anche i parlamentari, quando sono messi in grado di farlo come è accaduto il 14 dicembre 2016.