A Bologna la Lega
manderebbe
il commissario Rex

La Lega vuole una Commissione per indagare sulla gestione dell’emergenza coronavirus in Emilia Romagna. Se Salvini dice che a Milano negli ospedali bisognerebbe mandare medaglie al valore e non i Nas dei carabinieri, a Bologna (in una situazione fortunatamente neanche paragonabile a Milano) la Lega negli ospedali manderebbe anche il commissario Rex. Coerenza, sì.

Del resto Salvini non vuole il Meccanismo Europeo di Stabilità che la Lega ha approvato nel 2011 e all’Europarlamento siede nello stesso gruppo coi nazionalisti tedeschi di AFD (Alternative für Deutschland), una allegra combriccola di sovranisti che reagisce agli eurobond pro-Italia come un tifoso dell’Inter davanti a un rigore per la Juve. Naturalmente Salvini critica l’Europa perché i poteri forti non ci concedono gli eurobond.

Ma il sentimento più forte, davanti alla prossima Commissione d’inchiesta in Emilia Romagna, è la nostalgia. A infuocare l’aula non ci sarà l’avversaria di Bonaccini alle regionali, Lucia Borgonzoni. Pupilla di Salvini, per motivi ideali (da senatrice della Lega prende più del doppio di quello che avrebbe guadagnato in Emilia anche come vicepresidente dell’assemblea) ha rinunciato al seggio consiliare ed è rimasta a Roma, dopo aver declinato pure gli insistenti inviti dei Muppet. Peccato e chissà quante emozioni in meno. Ricordate la sua campagna elettorale? Mai più “Con me ospedali aperti anche di notte”. Mai più “L’Emilia confina col Trentino e con l’Umbria”. Mai più infuocate denunce come quella davanti a una platea di iscritti alla Cna di Bologna: “Con me per curarvi non dovrete più andare in altre regioni” (il soffitto della sala presenta ancora alcune crepe, dovute non al terremoto del 2012 ma alle pernacchie). Nota: tutto vero.

Vi rendete conto? Non sentiremo mai un’interrogazione accorata della Borgonzoni sul mancato intervento dell’Emilia Romagna a Rovigo e Crema. Battuta da Merola a Bologna, da Bonaccini in Regione, almeno ha già messo a frutto la sua laurea in arti figurative, tesi: “Figuratevi se divento presidente”.