L’editoria femminista va in mostra: passione, idee e parole

Editoria femminista alla ribalta. Che si scopre protagonista, 50 anni dopo. Non era mai successo che ci fosse un susseguirsi e accavallarsi di fiere del libro delle donne come ora.

Da “Feminism” alla Casa delle Donne di Roma, a “Ieri, oggi, domani” del Centro Documentazione Donna di Ferrara, a “Rosa e Nero” festival delle narrazioni al femminile di Bologna, alle iniziative delle scrittrici e sceneggiatrici di Ewwa, a marzo si sono susseguite e accavallate mostre di libri e discussioni sulle radici e sul futuro del femminismo, alla prova della parola scritta.

Oltre settanta stand di libri a via della Lungara a Roma; oltre quaranta editrici e autoeditrici all’Università estense; donne che scrivono e donne che vengono scritte ascoltando autrici e autori, indagando la cronaca e il romanzo. Scoperte, ritrovamenti, sorprese. Tutto un “guarda cos’ho trovato…”, “questo è un pezzo di storia…”, “non sapevo neppure che fosse stato pubblicato…”, e borse che si riempiono di libri.

I primi numeri di “effe”

Si discute di tutto, dall’avventurosa storia di “effe” e del “Paese delle donne” che riprendono vita sul web, agli archivi per recuperare la memoria delle donne, per trovare i tasselli di una storia a cui mancano troppe pagine: un movimento che cambia nome e volti, e che ritorna sui suoi passi, e riparte.

Si parla di linguaggio e di tecnologia, con la stessa passione: dai tempi dell’autocoscienza, quando anche gli articoli erano in prima persona, a quegli esperimenti continui per sottrarsi all’egemonia e al potere altrui, e controllare i mezzi di produzione. Lilith, la prima che si pose il problema… come comunicare sfuggendo alla dittatura di chi governa internet, non solo trovare spazi all’interno. Una discussione che dopo decenni è più che d’attualità, ora che esplode la bolla, che si rivela il Grande Fratello.

Ma si parla anche dei nuovi gruppi, quelli che nascono nei quartieri e diventano punto di riferimento politico del quartiere, del cinema e della musica. Della toponomastica femminile: i nomi delle strade, che sono storicamente dedicati agli uomini, e la fatica di ottenere che la memoria porti anche nomi di donna.

“Ieri, oggi e domani” a Ferrara dal 23 al 25 marzo

Passioni, grandi passioni: che sono diventate giornali, libri, parole, rabbia. E Daniela Colombo che racconta l’ultimo giorno di Effe – ne era la direttrice – quando gli archivi vengono letteralmente buttati giù dalla finestra, perché sotto c’è il camion per portare tutto al macero, e lei che si lancia a salvare dall’abisso un foglio, un volantino, un vecchio giornale…

Nella sala universitaria strapiena di Ferrara, con nei banchi tutte quelle donne dai capelli bianchi e un bel po’ di storia femminista sulle spalle, c’è il volantinaggio delle giovanissime di Non Una Di Meno: la storia che fu (le battaglia per l’aborto) la storia che è (la battaglia contro gli obiettori di coscienza di oggi).

Il logo del festival bolognese, dal 23 al 25 marzo

Era già successo a Roma, qualche giorno prima, alla Casa Internazionale delle Donne: presentazioni e incontri, per raccontare la “filiera del libro d’autrice” le scelte editoriali, la stesura del testo, la produzione, la promozione, la distribuzione e l’attività critica e divulgativa di testate specifiche, sia cartacee che on-line. E di nuovo a Bologna, dove le donne hanno raccontato la passione per il giallo: perché attraverso le sfumature del rosa e del nero, generi nati popolari, in questi anni si è rinnovata la letteratura scritta dalle donne con il loro “punto di vista”.

Insomma, le donne non hanno solo ripreso le piazze, ma anche la penna.