Le scuole riapriranno,
ma restano troppi dubbi sulla sicurezza

Tutti vogliamo riprendere con la scuola a settembre, e si riprenderà. Quello che non sappiamo è come. Se ne parla tanto, anche in modo contraddittorio. Si parla di banchi e di aule, della mancanza di docenti. Nessuno vuole procurare allarme, ma dare il suo contributo. Peccato che oggi, chi pone interrogativi, sia bollato come persona che non vuole aprire le scuole ed accusato di provocare inutile allarme sociale.

Resteranno le classi pollaio

A ogni modo, dopo settimane e settimane, abbiamo capito che le classi pollaio non saranno sdoppiate dal ministro Azzolina che si era elevata a paladina della loro soppressione; e il distanziamento sociale necessario per evitare che la pandemia si diffonda, a scuola, avverrà non con classi meno numerose, come suggerivano il buon senso e la logica, ma con classi che restano comunque molto numerose – quando ho iniziato a insegnare avevo classi di 14-15 alunni, ora di 25-28 alunni, per risparmiare sulla pelle dei più piccoli, sulla qualità della scuola e anche, oggi, sulla loro sicurezza.

Semplicemente, queste classi numerose saranno portate, se possibile, in spazi-aula più grandi. Ciò, sulla carta, permetterebbe ugualmente un maggiore distanziamento sociale tra i banchi, ma non garantisce affatto che ci sia un corretto distanziamento sociale tra i bambini, per un semplice fatto: i bambini non sono banchi, neppure banchi a rotelle, ma cuccioli d’uomo che stanno crescendo, e si muovono, e hanno la tendenza a socializzare, a giocare, a rincorrersi, a toccarsi, ad avvicinarsi, a chiedere aiuto, ad abbracciare, eccetera.

E i docenti non sono carabinieri. E la scuola non è una caserma.

Perché servono più docenti

Per questo, i sindacati della scuola si sono battuti e si battono anche ora per avere più docenti: non per un capriccio, ma per permettere una ripartenza della scuola più in sicurezza di quella che si prospetta, – che poi vuol dire anche di maggior qualità; il punto, infatti, non è se a settembre si ripartirà a no con la scuola in presenza, ormai questo è acclarato da parte di tutti, le vere domande sono altre.

Aule e docenti e regole e personale potranno garantire la massima sicurezza? Potevano? Magari solo con un po’ di buon senso in più? E magari anche più fondi investiti?

E soprattutto: fino a quando?

Perché non ci sarebbe niente di peggio che riprendere la scuola a metà settembre per poi arrivare a richiuderla prima di Natale per casi di contagio e andare avanti per un altro anno scolastico con una impraticabile didattica a distanza, specie per gli studenti più piccoli e in difficoltà.

Serve il vaccino di massa

Ma la vera urgenza è un’altra…A me stupisce che si parli poco, pochissimo, della necessità di un vaccino antinfluenzale per tutti gli studenti e i docenti. Sinceramente, credo che la priorità sia quella.

Non sono un medico, ma so cosa succede in una classe di venticinque o trenta alunni già a partire dai primi di ottobre: ci sono colpi di tosse, raffreddori, febbri, malati. Insegno da oltre trent’anni, è sempre stato così.

Occorre sapere che in una classe di bambini e bambine di sei o sette anni, non sempre si è a scuola tutti insieme perché c’è sempre qualche malato. A occhio, dire che in due terzi dei giorni di scuola di un anno scolastico, se si è fortunati, la classe è al completo, altrimenti c’è qualche assente, che spesso è a casa da scuola perchè è malato.

Magari si tratta di piccole malattie di stagione.

Solo che quest’anno, immagino, se gli studenti non saranno vaccinati contro l’influenza, in massa, non sapremo se quel colpo di tosse o quella linea di febbre sarà per colpa del Coronavirus o di una semplice influenza o raffreddore. Che si farà? Se il vaccino contro l’influenza normale non sarà stato fatto, e pare proprio non si farà, non si potrà escludere che si possa trattare anche di Coronavirus. Dunque, presumibilmente, si rischierà il caos.

Vi prego, prima che l’anno scolastico inizi, fate il vaccino antinfluenzale agli alunni, agli studenti, a tutto il personale della scuola, in modo che ci sia più chiarezza. I banchi e le aule e i docenti sono importantissimi, sono fondamentali, ma vengono dopo.

Riprenderemo la scuola dopo 200 ore di non scuola: non è possibile che in tutto questo tempo si riprenda senza aver predisposto un vaccino di massa a tutti gli studenti. Diteci almeno questo: ci sarebbero abbastanza vaccini antifluenzali per tutti gli studenti? O non se ne parla anche perché non ci sono?