Le nostre radici
il nostro socialismo

L’obiettivo del Labour, il nostro obiettivo, non è semplicemente quello di redistribuire all’interno di un sistema che non funziona per la la maggior parte delle persone, ma trasformare il sistema. Per questo abbiamo indicato non soltanto come intendiamo proteggere il servizio pubblico ma anche come intendiamo ricostruire e investire nella nostra economia, con un motore di crescita sostenibile di proprietà pubblica, guidato da banche d’investimento nazionali e regionali, per creare buoni posti di lavoro e prosperità in ogni regione e nazione.

Il Manifesto del Labour è il programma di un partito socialista moderno e progressista che ha riscoperto le proprie radici e i propri obiettivi, opponendosi al trend dominante all’interno dell’Europa. Ci è stato detto spesso che le elezioni possono essere vinte solo al centro. E questo non è sbagliato – sempre che sia chiaro che il centro politico non è fisso o inamovibile, né è dove gli esperti vogliono pensare che sia. Si muove, mentre le aspettative delle persone e le esperienze cambiano e lo spazio politico diventa aperto. Il centro di oggi non è certamente quello che era venti o trenta anni fa. Un nuovo consenso sta emergendo dalla grande crisi economica e dagli anni di austerità, le persone hanno cominciato a trovare voce politica per esprimere le loro speranze per qualcosa di diverso e migliore. Ora dobbiamo costruire un consenso ancora più ampio sulle priorità fissate durante la campagna elettorale, schierandoci a favore sia della solidarietà sia dell’aspirazione collettiva. Questo è il vero centro di gravità della politica britannica. Siamo noi ora il mainstream politico. Il nostro manifesto e le nostre politiche sono popolari perché questo è ciò che la maggior parte delle persone del nostro paese vuole, non quello che gli altri pensano che voglia.

La verità è che con i Tory il futuro della Gran Bretagna è a rischio, qualunque sia l’esito del processo della Brexit. La nostra economia non garantisce più abitazioni sicure, lavori ben pagati e migliori standard di vita. C’è un nuovo senso comune che sta emergendo su come il Paese dovrebbe essere governato. E’ ciò per cui noi ci siamo battuti alle elezioni ed è ciò che è necessario per sostituire un modello che non funziona, forgiato da Margaret Thatcher molti anni fa.
Dieci anni dopo la crisi finanziaria globale i Tory ancora credono nello stesso mantra dogmatico – deregulation, privatizzazioni, taglio delle tasse per i ricchi, meno diritti sul lavoro, profitti per pochi e debito per molti. Niente è cambiato. E’ come se fossimo bloccati in una bolla spazio-temporale politica ed economica. Come ha scritto il Financial Times il mese scorso, il nostro “sistema finanziario sembra ancora molto simile a quello pre crisi” e il sistema capitalista ancora affronta una “crisi di credibilità”, originata dal crollo.

Ora è tempo che il governo assuma un ruolo più attivo nel ristrutturare la nostra economia. Ora è tempo che i consigli aziendali siano ritenuti responsabili delle loro azioni. Ed è tempo di sviluppare un nuovo modello di management economico che rimpiazzi i dogmi falliti del neo-liberalismo… Per questo il Labour non sta cercando solo di rimediare ai danni fatti dall’austerità ma di trasformare la nostra economia, in particolare con un nuovo e dinamico ruolo del settore pubblico soprattutto laddove evidentemente il privato ha fallito.

I progressi tecnologici sono una minaccia nelle mani degli avidi di ricchezze, ma sono una gigantesca opportunità se vengono gestiti nell’interesse di tutta la società. Non approfitteremo delle opportunità create dai progressi tecnologici se lasceremo che essi siano monopolizzati a favore di pochi. Invece se saranno gestiti dal pubblico – per distribuirne i benefici – potranno essere la porta verso un nuovo equilibrio dei rapporti tra il lavoro e il tempo libero. Una fonte di estesa creatività e di cultura. La crescita di automazione e i cambiamenti tecnologici significano che la riqualificazione e la gestione della forza lavoro debbono diventare il compito centrale nei prossimi anni. Il Labour vuole creare un sistema di istruzione e di qualificazione dalla culla alla tomba che dia potere alle persone. Non un sistema che le soffochi nel debito. Per questo istituiremo un Servizio di Istruzione Nazionale che includerà nei suoi obiettivi centrali un sistema gratuito di tutor per tutti i corsi nei college, una formazione tecnica e di guida alle vocazioni lavorative in modo che nessuno debba essere escluso dai costi scolastici e ciascuno abbia la chance di istruirsi. Ciò darà un’opportunità a milioni di persone.
L’istruzione permanente per tutti sarà essenziale nell’economia del futuro. Il gigantesco spostamento di posti-lavoro che avrà luogo per l’impatto delle automatizzazioni dovrà essere pianificato e gestito. Questo richiederà la riqualificazione professionale di milioni di persone. Soltanto il Labour può riuscire in questo compito. Il nostro Servizio di Istruzione funzionerà sulla base di tre principi: sarà universale, libero e produttivo. Questo è un elemento centrale del nostro progetto di socialismo del 21° secolo, un sistema per i molti e non per i pochi.

La democrazia in tutto il mondo è minacciata da due pericoli. Il primo è l’emergere di un nazionalismo autoritario che è intollerante e bellicoso. Il secondo pericolo può sembrare più benevolo, ma è egualmente insidioso. È quello che fa sì che le grandi decisioni debbano essere lasciate sempre alla élite. Che le scelte politiche debbano avere sempre un carattere marginale e che le persone siano in primo luogo consumatori e poi, molto poi, cittadini. La democrazia deve significare molto più che questo.

(Abbiamo pubblicato ampi stralci del discorso tenuto ieri da Jeremy Corbyn alla Congresso del Labour a Brighton)