Le mille storie del silent book

Si chiamano silent book o wordless book, sono i libri senza parole, storie narrate solo attraverso le immagini che tanto successo stanno riscuotendo. Sono libri adatti ai bambini molto piccoli che non hanno ancora l’abilità di leggere ma possono essere affascinanti anche per “lettori” di qualsiasi età. E anche per lettori di altre culture e latitudini perché superano ogni barriera linguistica.

Rafforzano, nel piccolissimo “lettore non lettore” la capacità di interpretare le immagini, di raccontarsi la sua personalissima storia che quelle immagini gli evocano, di cambiarla, modificarla, arricchirla ogni volta che riprende in mano il libro e, soprattutto, regalano l’idea dell’autosufficienza in una fase della vita in cui si è dipendenti da tutto e da tutti. Si può arrivare alla fine del libro, chiuderlo e provare la sensazione di avercela fatta in totale autonomia, senza l’aiuto di un adulto. Ma sono anche libri che creano complicità tra il bambino e l’adulto perché insieme si scorrono le pagine e insieme si sviluppa la storia, mettendovi ciascuno un po’ della propria fantasia.

In Italia un classico del passato è Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni.

Che siano libri di crescente successo lo dimostra anche il seguito avuto dalla mostra “Libri senza parole. Destinazione Lampedusa”, giunta alla sua terza edizione e che sta per concludersi a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, mentre alla Fiera Internazionale del Libro per ragazzi a Bologna anche quest’anno è stato indetto il concorso per il miglior libro senza parole (le iscrizioni si concludono a fine gennaio), promosso, tra i vari partner, da Carthusia, una delle case editrici per ragazzi pioniera in questo settore. Quest’anno il concorso sarà dedicato all’illustratore Gianni De Conno, tra gli animatori del premio, scomparso di recente.
Che i libri senza parole stiano avendo successo in tutto il mondo lo segnala anche Common Sense Media, un’organizzazione no profit che fornisce indicazioni alle famiglie su come orientarsi nel nuovo mondo dei media e della tecnologia.

Silent book e premi: dal 2007, sono ben 4 i libri senza parole che hanno vinto la Caldecott Medal, il premio statunitense più prestigioso dedicato ai libri illustrati. Un altro piccolo caso editoriale riguarda il silent book di cui è autrice Guojing, Il figlio unico (in Italia pubblicato da Mondadori) considerato dal New York Times e dal Wall Street Journal uno dei migliori libri illustrati del 2017. E’ una fiaba “muta” che racconta, attraverso immagini di grande impatto poetico, la solitudine dei bambini cresciuti nella Cina della politica del “figlio unico” ma anche la loro ricchezza interiore e il bisogno di essere strappati alla solitudine rifugiandosi in un mondo immaginario.