Le feste della luce nei giorni più bui

I musei del Natale e delle feste della luce, assieme ad alcuni festival su questi temi, sono sempre più interessanti e visitati. Intrattengono i bambini, e a tutti presentano un racconto sull’umanità, il suo rapporto con il ciclo rigenerativo della vita, l’idea di sacro, di festa e di passaggio solstiziale.

piramide baviera
A Rothenburg, gemma medioevale della Baviera, con mura e fortificazioni, nel museo tedesco del Natale, sono stati salvati oggetti di cui era rimasta ben poca memoria. Le decorazioni per l’albero hanno spesso due secoli e sono fatte di fatte di gomma arabica, vetro, cotone, peltro. I fili che a cascata racchiudono gli addobbi hanno un bagno d’oro, d’argento, oppure di zinco.

Splendidi gli ottocenteschi schiaccianoci, con uno scherzoso significato sociale: le figure rappresentano il re, il soldatino, il vigile del fuoco, il poliziotto, la guardia forestale. Sono i funzionari dell’ordine costituito cui tocca schiacciare “noci” spesso molto dure e ribelli. Nel museo di Rothenburg le piramidi di Natale, con materiale originario dei Monti Metalliferi, sono torri, casette, archi con all’interno candele. Alla sommità, due eliche girano e creano effetti di luce.

piramide baviera
Amsterdam guarda al futuro con l’ottavo festival della luce, edizione 2020: spettacolari sculture luminose disseminate per la città fino al 19 gennaio. Quest’anno sono stati scelti venti artisti di sedici Paesi per illustrare il tema “Disrupt”: sconvolgere, disturbare, distruggere, interrompere, tutti significati religiosi e secolari legati all’irrompere di una grande novità. “Questo può significare caos, ma anche dare forza al cambiamento”, spiegano Frédérique ter Brugge, direttrice generale, e Lennart Booij, direttore creativo.

Natale a casa di Dickens

A Londra, al numero 48-49 di Doughty Street, la casa-museo di Charles Dickens è un tuffo nelle tradizioni del Natale e nella storia sociale britannica in epoca vittoriana: la dimora è addobbata a festa, con l’albero e le luci, la tavola decorata e imbandita, il caminetto acceso.

dickens Ben diversa l’immagine che ispirò l’autore nello scrivere Canto di Natale: il dormitorio per bambini di strada di West Street, chiamato la Ragged School. Dickens vide trecento quarantacinque bambini e bambine stipati un luogo squallido e pericoloso. Il sistema vittoriano “razionalizzerà” questa miseria trasformandola in una scuola industriale per piccoli operai, con una sistemazione “più decorosa”.

Dickens legge anche i resoconti sul lavoro dei bambini nelle miniere e nelle fabbriche e ne resta sconvolto. Pensa allora di scrivere un racconto che chiamerà Canto di Natale. Vuole farne un libro strenna, bello da prendere in mano, e non solo da leggere.

La prima edizione di Canto di Natale

Proprio a questa preziosa prima edizione e ad altri “Libri belli”, titolo della rassegna, la casa-museo di Londra dedica una mostra fino al 19 aprile 2020. Simon Callow, patrono, spiega questa attenzione imprenditoriale di Dickens al mercato dell’editoria e alla raccolta di fondi. Il titolo e il bordo dorati delle pagine, il colore rosso dell’elegante copertina con decorazioni a motivi oro, le illustrazioni del suo amico John Leech, vignettista satirico del Punch, contribuirono a farne un successo. Dickens in seguito scrisse altri racconti natalizi, ma iniziò a trovarli stucchevoli e disse “ne ho abbastanza di questo”, concentrandosi su temi sociali non favolistici.

Il Diwali, luce della mente

Il Museo del Natale e delle feste della luce di Chicago ha dato, fin dagli anni Quaranta del Novecento, un’impostazione filosofica interreligiosa e storica all’ esposizione, che riesce a divertire anche i più piccoli: basterebbe il reparto dedicato a come si costruisce un giocattolo, robot che sfornano robot.
Il percorso racconta le principali ricorrenze dedicate alla luce: il Diwali nell’induismo, che cade tra ottobre e novembre ogni anno, è un richiamo all’illuminazione della mente, alla vittoria sulle tenebre del male, una festa religiosa che segna anche l’inizio dell’anno finanziario.

A Londra, a Greenwich, il Museo reale marittimo racconta gli scambi e poi il periodo coloniale in Oriente. Il museo ospita i festeggiamenti per il Diwali, con molti cittadini di origine indiana e visitatori interessanti a vivere una giornata speciale.

menorahLa Menorah di Hannukkah

Il museo ebraico di Berlino racconta in modo affascinante la festa di Hannukkah, che nel 2019 cadeva dal 22 al 30 dicembre. Per gli ebrei significa inaugurazione o dedica, commemora la consacrazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme dopo la libertà conquistata dagli ellenici. Dopo la devastazione c’era olio sufficiente a tenere accesa la Menorah solo per un giorno, ma miracolosamente ne durò otto, il tempo necessario per trovarne altro.

Otto candele, otto luci per ritrovare la gioia interiore. E per i bambini i deliziosi sufganiyah, fritti nell’olio, che tutte le culture hanno preso in prestito (krapfen, oliebollen, bomboloni).

Meditazione, lanterne, musica, danze e spettacoli costituiscono per i buddisti l’appuntamento con il Tazaungdaing, in onore dei Guardiani della Terra. La luce è vista come saggezza e conoscenza che disperde le tenebre dell’ignoranza, ed è presenza divina all’interno di ogni essere umano.
Feste della luce legate alle religioni e radicate nei cicli della terra e degli astri, come il Nabana no Sato Festival nell’isola di Nagashima, in Giappone. Da ottobre a marzo otto milioni di Led sono installati nel parco, fiorito tutto l’anno con piante stagionali. Il tema per il 2020 è “Lo splendore della fioritura dei ciliegi, lo stupore, le illusioni e le emozioni dello sbocciare del glicine dal cuore elegante”, una dedica alla terra che è stata affidata a tutti.