Le elites pentite che puntavano sui 5 stelle

Contrordine: “Sta per nascere il governo più a destra della storia repubblicana”. “Hanno tradito la parola, mi avevano assicurato che mai avrebbero fatto un governo con la Lega”. “Una scelta immorale, non avranno più il mio voto”. Il sociologo ( Domenico De Masi) lo storico dell’arte (Tommaso Montanari), l’attore (Ivano Marescotti) , sono un po’ il simbolo dei pentiti della sinistra che hanno appoggiato i 5 Stelle con le parole oltre che con il voto.

Ci sarebbe poi anche il quotidiano di riferimento dei grillini, “(Il Fatto quotidiano”), ma a parte che ci vuole una certa fantasia per annoverarlo a sinistra, il distacco dal partito della Casaleggio associati appare assai più ambiguo e meno definitivo. Il maggiore argomento usato finora dal giornale di Travaglio contro il nascente governo giallo-verde ha riguardato la possibile influenza di Berlusconi (“Il delinquente”) come se un programma che prevede di cacciare 600 mila migranti dall’Italia e dagli asili nido i loro figli, oltre che una riforma fiscale che renderà ancora più insopportabili le diseguaglianze tra ricchi e poveri non fossero già argomenti per dire: “Fermatevi!”.

Naturalmente le cose sono più complesse e il sociologo, lo storico dell’arte e l’attore sono in nutrita compagnia. Non è un caso se – secondo un recente studio – una parte non indifferente degli iscritti alla CGIL hanno scelto i 5 Stelle. E anche questo dovrebbe dirci molto degli errori, delle sottovalutazioni, della sufficienza con cui il centrosinistra al governo ha di fatto alimentato le forze populiste. Anche se – va aggiunto – il sostegno “da sinistra” ai grillini è stato sopravvalutato con una certa superficialità: basta guardare a tutti i sondaggi sugli elettori grillini per verificare la netta prevalenza delle simpatie verso destra e in particolare verso la Lega. A meno che non si voglia sostenere con Casaleggio, Grillo, Di Maio che destra e sinistra sono parole che non significano più nulla. Forse già questo avrebbe dovuto mettere una pulce nell’orecchio degli entusiasti e poi pentiti intellettuali di sinistra filo-grillini. Ma evidentemente le elites riescono a sbagliare anche quando sono sul carro dei vincitori.