La veronica
a cinque stelle

Ora, almeno, il simpatizzante di sinistra sa cosa votare, nel caso sempre più frequente la partita elettorale locale si giochi tra l’iper-destra classica e la nuova destra estrema che fa capo a Grillo. Il bravo compagno di sinistra, perbacco, vota Grillo. Con una certa convinzione, anche, soprattutto da quando madame Raggi, con un guizzo degno di un pesce fuor d’acqua, ha imbastito la storia dell’adunata anti-fascista a Ostia, grande e bel centro urbano assediato da un’onda nera che spara capocciate.

A dire il vero, temiamo non ci sarebbe stato bisogno di questa splendente divagazione sul tema, per ricevere plauso elettorale da settori non marginali di sinistra. Il feeling non è nuovissimo, è stato sperimentato con successo proprio in occasione dell’elezione di Virginia Raggi al Campidoglio. Allora, si trattava di sparare sul Pd che aveva licenziato Marino dal notaio, episodio che griderà vendetta per i secoli a venire: stile e cultura politica degna di un parterre grillino, invece che di sinistra. Il disprezzo per quel tipo di fair-play aveva convinto non pochi a decidere che il Pd doveva pagare pegno, anche a costo di tradire alcune radici ritenute, non senza buone ragioni, ormai solo formali. Così, diedero una mano a Raggi a demolire quel che restava di Roma, mossi da ottime, umanissime emozioni.

Anche a Torino accadde qualcosa di simile: una parte della sinistra soprattutto non Pd decise di stare al gioco del club molto esclusivo che aveva programmato di affossare Fassino. Piero era stato un ottimo sindaco che aveva dato luce a una città in grado di assestarsi su nuovi livelli di equilibrio sociale e produttivo, ma chi se ne frega, si doveva voltare pagina. E, con la rivolta nel cuore, votarono Appendino, aiutando questa rispettabile ma tristissima signora a spegnere tutte le luci che Fassino aveva acceso sulla città.

Ci siamo: a Ostia, vanno allo spareggio i grillini e la destra classic confortata da Casa Pound. Mai dimenticare quanto Grillo abbia flirtato proprio con quella destra e con Casa Pound in particolare, mai dimenticare quanta destra-destra stia annidata nelle file grilline, quanto sia destra nera purissima l’impianto di potere che sorregge e regola la vita dei cinque stelle, quanto condividano queste due anime la stessa tendenza al sovranismo, e quindi la distanza dall’Europa, così come la propensione a chiudere la porta ai migranti che non hanno soldi per pagarsi alberghi, massaggio cervicale e liposuzione. Ma la pasionaria antifascista, cresciuta tuttavia a panini imbottiti di Previti e di prosciutti legali della destra romana più nebbiosa, lancia l’appello: tutti assieme appassionatamente contro il fascismo, in piazza. Una meravigliosa “veronica” che la smarca bene, ma solo sotto il profilo spettacolare, dalla violenza cieca che i destri tradizionali hanno messo in scena in queste ore sul litorale romano menando capocciate.

Miracolo! Tra quanti di sinistra avevano votato Raggi all’inizio e poi l’avevano rinnegata per la sua mediocrità, ritorna il sereno e pare loro bello e positivo marciare per strada assieme a Raggi, ai suoi grillini, alle loro promiscuità proprio con le posizioni di estrema destra che si vorrebbero esorcizzare alle spalle di uno striscione antifascista comune. Pare addirittura bellissimo votare questo groviglio di ambiguità cinque stelle, pur di fermare l’onda nera delle teste rapate.

La verità è che la sinistra è stata messa in scacco, che il suo percorso è ora pilotato da altri contendenti, che a tratti, vinta dalla sua marginalità, sogna di andare a servizio in casa di qualcuno. Siano le ville di Berlusconi oppure di Grillo. Tanta buona disponibilità sprecata, poi, perché non ci vogliono nemmeno se usiamo un fard pesante: è di ieri un post nel blog dei cinque stelle che rimette i birilli al loro posto, rimarcando offeso di fronte allo “stalking” che dalla sinistra piove loro addosso con insistenza: i grillini stanno coi lavoratori e non con quelli che li prendono in giro. Parlava a Mdp, secondo questa disponibile lettura il “partito per il mantenimento delle poltrone”.