La strategia anti-Ong
del governo per favorire
le grandi multinazionali

Scendono dal Nord Europa le grandi multinazionali… dell’accoglienza migranti, pronte ad ingrassare le proprie finanze facendo leva (finanziaria, è il caso di dirlo) sul nuovo modello di gestione dei migranti voluto dal Ministro Salvini con la Legge 132/2018 “Sicurezza e immigrazione”. Infatti, essa è orientata, fra le altre cose, a ridimensionare il sistema degli SPRAR a favore dei CAS, gestiti da soggetti privati, quali grandi centri di accoglienza di massa, orientati alla ottimizzazione dei costi e alla generazione di profitti per i soggetti gestori. Ma chi c’è dietro queste grandi imprese, già attive in Germania, Austria e altri paesi europei? Ma la grande finanza, anche londinese, ça va sans dire. Lo documenta in modo preciso ed oggettivo un dossier pubblicato oggi da Valori.it, il sito di informazione di Fondazione Finanza Etica e del Gruppo Banca Etica, e presentato alal Camera dei Deputati: https://valori.it/dossier/gennaio2019/

Il 25 luglio 2018, come scrive Valori nel dossier, è stata iscritta nel registro delle Camere di Commercio la società ORS Italia Srl con sede a Roma. Si tratta del ramo italiano della ORS Service AG, che gestisce attualmente oltre 100 centri di accoglienza in Svizzera, Austria e Germania ed è controllata al 100% da ORS Holding. Che, a sua volta, è partecipata per intero dalla OXZ Holding (OX Group) di Zurigo. Il Gruppo è stato acquisito nel 2013 da un fondo di private equity controllato dalla società londinese Equistone Partners. Equistone è uno spin-off dell’istituto britannico Barclays da cui si è sganciato nel 2011. Come documenta il dossier, il Gruppo OXZ Holding dal 1992 (anno di costituzione) ad oggi, è statao oggetto di diversi passaggi di proprietà ad opera di vari private equity che, tipicamente, tendono ad acquistare una società con l’obiettivo di rivalutarla e liquidarla a distanza di qualche anno. Equistone, ad esempio, ha potuto beneficiare (come le precedenti private equity che hanno posseduto il Gruppo: Argos Soditic e Invision AG), di ricavi per 99 milioni di dollari nel solo 2014, in virtù di un fatturato triplicato dal 2007 al 2014 di ORS. L’ingresso in Italia della ORS Service AG porterà con sé gli interessi economici dei veicoli finanziari di Equistone, in quanto essa farà parte del portafoglio della società finanziaria londinese attraverso la sua partecipazione nel Gruppo OXZ, di cui detiene il controllo. La società britannica acquista aziende o asset di imprese non quotate attraverso una serie di fondi di private equity partecipati a loro volta da investitori istituzionali di grande portata. In questo caso trattasi di fondi pensione americani e l’agenzia governativa di previdenza sociale dell’Arabia Saudita.

Ricordate la campagna denigratoria di Salvini contro le Ong e il business dell’accoglienza? Ebbene, in realtà è lui, con la sua legge, a favorire il vero, grande business sui migranti ad opera di queste multinazionali. Che, sia detto per inciso, sono incappate in diversi scandali e polemiche proprio perché, essendo orientate al business, riescono a farlo gestendo grandi centri con economie di scala significative e soprattutto riducendo la qualità dei servizi di base e eliminado tutte le attività di integrazione socio-culturali.

Migranti. L’orizzonte europeo. Foto Umberto Verdat

La nuova legge voluta da Salvini consente alle prefetture di fare “ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara”, seppure con la vigilanza collaborativa dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), previsione in contrasto con quanto già rilevato dalla Corte dei Conti, che ha riscontrato situazioni contabili “inattendibili” all’interno delle stesse prefetture. Tanto da non considerare ammissibile “l’affidamento dei servizi di accoglienza a terzi operatori economici, senza adottare alcuna procedura di evidenza pubblica”. Ecco, dunque, servito su un piatto d’argento il lauto pasto per le multinazionali specializzate nella gestione di esseri umani migranti come la svizzera ORS, o la tedesca Homecare. Entrambe, appunto, salite agli “onori” della cronaca in Austria e in Germania per la pessima gestione dei campi e anche per malversazioni nei confronti dei loro “ospiti”

Infatti, la società ORS è stata coinvolta nelle polemiche nel 2015 per la pessima amministrazione del centro rifugiati di Traiskirchen, in Austria. USA Today ha paragonato la gestione di Traiskirchen alla logica delle carceri private statunitensi, basata sul principio del taglio dei costi e della massimizzazione del prodotto. Walter Ruscher, referente del ministero per il centro rifugiati, ha ammesso, ripreso dallo stesso quotidiano USA, che il governo aveva optato per l’appalto a ORS «nell’interesse dei contribuenti» per via dei costi particolarmente bassi garantiti dalla stessa società. Tanto che la società si è dovuta allontanare da Vienna per avvicinarsi al Mediterraneo. Il 22 agosto scorso nell’annuncio ufficiale dell’ingresso di ORS in Italia veniva così motivata la decisione dell’azienda svizzera: «L’assegnazione di appalti a fornitori di servizi privati consente di sgravare notevolmente le strutture statali. L’Italia rappresenta un primo importante passo per la nostra espansione nel Mediterraneo».

Ecco quindi dove va a parare il progetto di Salvini: sottrarre alla gestione pubblica – che non sarà perfetta, ma almeno è orientata a interessi e a procedure pubbliche e non al lucro – l’accoglienza dei migranti e ridurre gli sforzi per l’integrazione socio-culturale.

Il dossier di Valori apre uno squarcio di luce, come deve fare il giornalismo d’inchiesta, sui reali significati della campagna ideologica messa in atto da Salvini.