La poesia bambina si legge ad alta voce

Nei giorni bolognesi della Fiera internazionale del libro per ragazzi, lo scorso marzo, ho incontrato un poeta. Si chiama Bernard Friot. L’ho incontrato alla Biblioteca Sala Borsa dove, con altri bravissimi autori guidati da Nicoletta Gramantieri, si parlava di avventura. E la poesia può essere una grande avventura dell’anima e della scrittura.

Friot è un letterato francese attento alle “sonorità” delle lingue, non solo della sua lingua materna, il francese, ma anche di altre lingue da cui ha tradotto numerosi testi. Sostiene che bisognerebbe “scrivere ad alta voce”, indicando il bisogno di far sentire il ritmo delle parole e i loro suoni ma anche la necessità, attraverso le parole, di evocare atmosfere. A Bologna, Friot, oltre a leggere i versi di “Il mio primo libro di poesie d’amore” – pubblicato in Italia  dall’editrice il castoro –  ha raccontato come la poesia sia per lui il “primo passo verso altre lingue, un genere letterario facile perché c’è bisogno solo di quattro, cinque parole per far nascere una poesia”.

Il poetare come avventura, “perché se ne scopre il significato via via che si scrive”.

Friot, che ha insegnato per molti anni agli adolescenti dice di aver sempre incoraggiato i ragazzi a scrivere poesie perché esse offrono una possibilità di esprimersi. E dai ragazzi ha attinto slang e visioni, mescolanza di stili e immaginazione che ha poi travasato nella sua opera di poeta e scrittore.

Poesia e ragazzi non è un binomio nuovo. Pierluigi Cappello, morto l’anno scorso dopo una vita passata in sedia a rotelle per un incidente di moto a 16 anni, raccontava, in una intervista a Cristina Taglietti sul Corriere della Sera, come i suoi versi raccolti nel volume “Ogni goccia balla il tango” (Rizzoli) fossero nati da una richiesta di sua nipote Chiara di sette anni. Sono rime precise, perché così le vogliono i bambini che desiderano gratificarsi dei suoni delle parole. E’ la stessa musicalità di cui ha più volte parlato Bruno Tognolini, scrittore e poeta che riempie cinema e teatri di un pubblico attento ai suoi versi e alle sue “letture bambine”.

La poesia ritrova una seconda giovinezza? Sembra di sì, almeno a scorrere gli incontri programmati in numerose biblioteche per ragazzi della penisola e la riproposizione, come ha fatto Einaudi Ragazzi con “Silvia rimembri ancora? Le poesie italiane più amate” (introdotte da Beatrice Masini), dei grandi poeti nazionali – Leopardi, Foscolo e persino D’Annunzio –  da leggere non più per obbligo scolastico ma per puro piacere