La lezione di Cesare Garboli nell’Italia in marcia verso l’asfissia morale

Cesare è il nome e il titolo, Cesare è Garboli, la critica italiana del secondo Novecento che si fa corpo e scrittura. Una critica che non dà lezioni agli scrittori, ma che dagli scrittori prende la forma della necessità e dell’agire. Cesare Garboli viene così raccontato mirabilmente da Rosetta Loy che con lui condivise buona parte della vita: uomo irrequieto formatosi alla scuola di Sapegno e di Longhi, passionale e razionale insieme. Tragico e teatrale Cesare Garboli rappresenta una delle ultime grandi voci della critica al contemporaneo, al mondo che sta dentro e attorno ai testi, prima dell’avvento dei nanetti, lamentosi narcisi di troppe pargolette e di pochissime idee.

Prima quindi della maniera e dell’assenza che prende sempre più corpo con gli anni Zero, c’era Garboli e quelli come lui, c’era ancora uno spazio possibile di resistenza e di critica e impressiona nella miopia di oggi la lucidità di Garboli che già a metà degli anni Settanta prima con le sue riflessioni sulla guerra a partire dal Vietnam e poi con l’abbandono di Roma e del suo “ruolo” in Mondadori a causa del rapimento Moro individua nel corpo della società italiana un morbo che sta piano piano infettando in maniera irrimediabile i suoi elementi portandoli alla sostanziale asfissia.

Rosetta Loy individua punti di snodo biografici a cui affianca l’opera di Garboli citandola e offrendo così un panorama chiaro di chi era quell’uomo che oggi apparirebbe sostanzialmente inspiegabile se non incomprensibile per i suoi gesti ancor più che per le sue parole. Un libro godibile dove è possibile rintracciare l’ordine delle idee di un maestro purtroppo privo di allievi che fece di Molière e di Giovanni Pascoli una lente attraverso la quale vedere e comprendere il nostro tempo.

Quando si parla o si scrive di Cesare Garboli va però precisato che si parla di un’altra Italia, di un paese tragico e colto, ironico e giocoso insieme, un paese fragile perché ancora giovane e non perché invecchiato precocemente senza nemmeno sfiorare un poco una parvenza di maturità. Si parla dunque di un paese in parte scomparso e in parte tradito nei suoi desideri più belli. Tuttavia la lezione di Garboli è ancora valida, ma cosa farne e come darle spazio e vigore è ancora tutto da capire in mezzo alle macerie di senso che ci circondano ogni giorno di più. Rosetta Loy ci ha provato con Cesare e indubbiamente ha scritto un libro bello e utile quindi raro e prezioso.

Rosetta Loy
Cesare
Einaudi
126 pagine – 17,00 euro