Museo e Università
Gramsci torna in voga

Gramsci all’università. E poi Gramsci e la sua Sardegna, punto di
partenza di quel pensiero rivoluzionario che ha fatto il giro del
mondo. E che ancora oggi è al centro di letture e studi soprattutto
internazionali. Perché il grande pensatore, l’intellettuale, il giornalista, politico comunista è più letto e tradotto all’estero che
non a casa sua. Qualcosa però, da qualche tempo, anche nell’isola
comincia a cambiare. E non succede solo con le opere d’arte, le
commemorazioni, le manifestazioni e i dibattiti.

L’approfondimento e la
voglia di conoscere meglio i luoghi vissuti da Antonio Gramsci varcherà
anche i portoni dell’università di Cagliari. Complice un protocollo
d’intesa firmato dall’Università e dalla Fondazione Casa Museo Gramsci
di Ghilarza, ora la diffusione e la conoscenza del pensiero e
dell’intellettuale sardo hanno una marcia in più. Obiettivo del
protocollo è “rafforzare la collaborazione scientifica e didattica nello
studio e nella diffusione della conoscenza della figura e del pensiero
di Antonio Gramsci nel mondo, attraverso l’organizzazione di iniziative
congiunte”.

In particolare le due istituzioni avvieranno progetti di ricerca e
attività formative comuni anche nell’ambito della museologia e
dell’innovazione tecnologica applicata ai beni culturali. Tra le
possibilità allo studio anche l’istituzione di premi o borse di studio,
attività di tirocinio, seminari e iniziative congressuali. Un atto che,
come ha rimarcato al momento della presentazione dell’accordo il rettore
Maria del Zompo, conferma l’impegno “dello studio e della diffusione
della conoscenza della figura e del pensiero di Antonio Gramsci”,
attività “che rientra nell’ottica strategica di approfondimento e
sviluppo dell’identità del territorio, azione ritenuta fondamentale
dagli organi collegiali dell’Ateneo”.

Dello stesso avviso anche il
presidente della Fondazione Gramsci che, attraverso il presidente
Giorgio Macciotta ha ricordato che “fin dalla sua costituzione, la
Fondazione ha previsto di attivare una forte sinergia con l’Università
come centro di elaborazione culturale. Costruire e studiare l’identità
di un popolo significa anche comprendere come i valori di un territorio
si siano misurati con il mondo: nasciamo per sviluppare il pensiero
gramsciano, ma anche per studiare le trasformazioni determinate sul
territorio dalla sua influenza”.