Giovani scrittrici controcorrente

La rivista Publishersweekly è stata una pioniera nel dedicare un’intera sezione alla letteratura per ragazzi conquistandosi una solida fama. Per questo vale la pena prendere sul serio le sue anticipazioni. Soprattutto quando segnala autrici per ragazzi emergenti, come in un recente articolo dove racconta i nuovi casi editoriali.

In testa alle classifiche pone Tomi Adeyemi, 25 anni, vive in Usa, figlia di una coppia di nigeriani emigrati, colti ma costretti a fare lavori umili, il padre tassista, la madre donna delle pulizie. Da adulta Adeyemi rivendica le sue radici africane, si interroga sul perché ci siano così poche eroine di colore e lancia una mini serie fantasy di successo che scala le classifiche. Si intitola Children of Blood and Bone, è ambientata in Africa occidentale ed è destinata a lettori Young adult.

Jessica Love, altra “emergente” è autrice di un libro illustrato per i più piccoli dal titolo Julian is a mermaid. Julian ama travestirsi, si vive come una sirenetta. In un’intervista pubblicata dalla rivista Kirkus l’autrice racconta: “Se sei un ragazzo che ama travestirsi con abiti eleganti, ti puoi rispecchiare in Julian o se sei nato in un corpo che non senti tuo, voglio che ti veda in Julian”. Love, in sostanza, affronta le tematiche transgender con tatto e ironia. E con protagonisti di colore.

Melissa Albert, giovane editor del blog di Barnes & Noble Teen ha invece lanciato una serie dark per giovani adulti con il marchio Fairy Tale Noir debuttando con The Hazel Wood in cui ha travasato tutto il suo amore per le atmosfere alla Raimond Chandler.

Anat Deracine è anch’essa scrittrice emergente. Cresciuta in Arabia Saudita con tutte le restrizioni che la cultura e la politica del luogo impongono alle donne, ha pubblicato un libro per adolescenti dal titolo Driving by Starlight in cui racconta l’amicizia tra due ragazze e attraverso loro le restrizioni, i limiti imposti – dal divieto di indossare abiti occidentali a quello di ascoltare musica di un certo tipo – ma anche le ribellioni.
Cosa ci dicono le vite di queste autrici e le storie che hanno scelto di raccontare? Ci dicono che la letteratura per ragazzi di qualità, non ha paura di affrontare tematiche scomode, di rivendicare la diversità, di rifuggire l’omologazione anche culturale che tanta letteratura per grandi e piccoli insegue. Con il loro successo dimostrano che si possono scalare le classifiche andando controcorrente.