La battaglia civile
degli assorbenti

L’azione mondiale per l’educazione all’igiene mestruale organizza ogni anno da fine maggio, e in tutto il mondo, giornate per aiutare le donne a essere informate e dotate del necessario durante i giorni del sanguinamento, fase finale del ciclo. Ha sede a Berlino l’organizzazione non governativa WASH United, fondata nel 2010 da Thorsten Kiefer, avvocato specializzato nella difesa dei diritti umani, collaboratore delle Nazioni Unite. WASH è l’acronimo di water and sanification for health.

In Norvegia, Svezia, Danimarca Finlandia e Regno Unito si tengono dal 2010 eventi per dialogare su un importante fatto fisico, purtroppo segnato da stigma, isolamento e pericolose privazioni per le donne che vivono in alcuni Paesi impoveriti. Resta un persistente imbarazzo anche in Europa, come dimostra il Giornale norvegese di ricerche di genere (studio uscito nel marzo 2019). Ora anche Paesi dell’Europa del Sud, in special modo la Spagna, oltre al blocco del Nord Europa, propongono raccolte di materiale per l’igiene e il comfort della donna nei Paesi senza risorse adeguate, preparano, inviano e vanno a presentare materiale educativo nelle scuole. Si coinvolgono anche gli uomini di varie età nella discussione sull’orologio biologico della donna fertile, che ogni mese si prepara a ospitare una gravidanza. L’utero si riveste di una mucosa di fluidi che permettono l’impianto dell’ovulo. In assenza di fecondazione questo strato protettivo viene espulso. Parlare di questo in librerie, chiese, centri civici, capire che molte donne povere vanno aiutate, e poter spaziare sul tema con qualche notazione storica o antropologica aiuta a rendere non spaventoso, ma degno di considerazione, uno dei fatti più profondamente legati alla vita.

Quest’anno in tutti gli appuntamenti nord-europei sarà proposto il breve documentario “Period. End of the sentence”, vincitore del premio Oscar, firmato dalla regista iraniano-americana Rayka Zehtabchi: racconta una piccola, rivoluzione silenziosa femminile ad Hapur, in India, dove sotto la guida dell’attivista per i diritti umani e imprenditore Arunachalam Muruganantham un gruppo di donne ha imparato a produrre assorbenti igienici biodegradabili a basso costo. Questo ha significato la fine dell’umiliazione e una drastica riduzione di infezioni. Muruganantham, chiamato Pad Man, (l’uomo degli assorbenti) ha sdoganato con il suo ottimismo ed energia la rappresentazione delle  delle mestruazioni come vergogna, ed è stato dichiarato dal Time una delle cento persone più influenti al mondo. In India ha sede un altro ufficio di WASH, con programmi dedicati.

A Berlino, nel quartier generale di WASH, e anche in India, a Nuova Delhi, la campagna per l’igiene mestruale delle donne ha due aspetti. Il primo, salvavita, riguarda l’accesso all’acqua, il dare ai gabinetti un’immagine attraente, linda, che garantisca sicurezza e privacy. Altri obiettivi sono la disponibilità di accessori igienici e la promozione del lavaggio delle mani. Questo vale per tutte le situazioni, naturalmente, e non solo per le mestruazioni. Poter utilizzare acqua e sapone, o almeno cenere, sabbia o terriccio per pulire le mani come meglio è possibile può ridurre sensibilmente la trasmissione di malattie. Il direttore di WASH, Thorsten Kiefer, ha utilizzato prestigiosi testimonial dello spettacolo e dello sport per portare la sua campagna nelle scuole e nelle comunità. Decine di squadre di calcio hanno fatto da sponsor a un percorso educativo per le ragazze dai dieci ai diciassette anni per l’informazione scientifica, le norme igieniche e per rafforzare, ovunque si trovino nel mondo, la loro autostima quando di trovano di fronte a stigma, derisione, mancanza di rispetto delle loro esigenze. In luoghi di lavoro dove c’è una rigida sorveglianza dei tempi è stato concesso alle donne lavoratrici di assentarsi in bagno per alcuni minuti in più in alcuni giorni.

In questi giorni nelle scuole di Norvegia, Svezia e Danimarca i ragazzi, senza mai farli sentire giudicati, vengono inviati a descrivere il modo in cui parlano delle mestruazioni riferendosi o rivolgendosi alle loro compagne di scuola. Si cercherà con loro di costruire un clima di normalità e di sostegno per le loro coetanee. Gestire le mestruazioni con dignità è una sfida per molte donne in tanti Paesi, dove sopravvivono tabù, norme sociali negative e miti.  Questo minaccia l’uguaglianza di genere. WASH raccoglierà in questi giorni danaro, materiale e disponibilità di volontarie/volontari per i suoi programmi in otto Paesi dell’Africa sub-sahariana e India. Burkina Faso, Etiopia, Ghana, Kenya, Lesotho, Tanzania ed Uganda hanno migliorato i loro standard igienici e sociali riguarda alle mestruazioni in molte comunità, dove le donne si sentono incluse.

Anche in Europa, sottolinea Camilla Mørk Røstvik dell’università di Oslo sul giornale norvegese di ricerche di genere, persiste imbarazzo e reticenza a riferirsi al proprio ciclo mestruale con parole semplici, dirette e appropriate. Si tratta certamente di un fatto intimo, ma l’essere stato elevato a motivo di stigma e vergogna nei secoli, merita senza dubbio un approccio più positivo e aperto.

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