Italiani sempre più vecchi,
per nostra fortuna
ci sono gli immigrati

È un sorpasso storico, ma ampiamente annunciato. In Italia gli anziani superano i giovani. O, più precisamente, per la prima volta dal 1861, ovvero da quando esiste l’Italia unita, il numero di persone con oltre 60 anni di età (forse sbrigativamente chiamate anziane) ha superato il numero di persone con meno di 30 anni (forse sbrigativamente chiamate giovani).

Secondo le analisi rese pubbliche nei giorni scorsi dall’Istituto Carlo Cattaneo sulla base di dati ISTAT, gli over 60 sono il 28,7% della popolazione italiana, mentre gli under 30 sono il 28,4%.

È questo l’esito atteso ma non per questo meno clamoroso di un processo demografico che si è sviluppato, in maniera progressiva fin dal 1861, ma che ha avuto una forte accelerazione negli ultimi anni.

Quando è nata, l’Italia era un paese giovane: gli under 30 rappresentavano, infatti, il 60,6% della popolazione. Cinquant’anni dopo, nel 1911, la situazione non era molto diversa, il 58,6% degli italiani aveva meno di 30 anni. Ancora mezzo secolo e il quadro cambia nettamente: i giovani sono scesi a meno della metà della popolazione: gli under 30 sono infatti “solo” il 47,5% del totale. Arriviamo, poi, al 2011e la svolta demografica è drammatica: gli under 30 sono appena il 29,5% del totale. Ogni anno la loro presenza relativa diminuisce e oggi siamo al 27,4%.

Decisamente opposta la vicenda demografica degli over 60: erano il 6,5% nel 1861; il 10,5% nel 2011; il 13,9% nel 1961; il 27,2% nel 2011 e oggi superano gli under 30 e rappresentano il 28,7% della popolazione italiana.

Una rivoluzione si è dunque consumata.

Le cause immediate sono chiare. E sono due. È aumentata l’aspettativa di vita. Si muore molto più tardi. All’atto dell’Unità d’Italia, l’aspettativa di vita lungo lo stivale non arrivava, in media, ai 50 anni, Era di 49, per la precisione. Oggi è di 82,7 anni. E continua a crescere, malgrado un certo rallentamento. Insomma, in poco più di un secolo e mezzo l’aspettativa di vita degli italiani è aumentata di quasi 34 anni. Siamo una delle popolazioni più longeve al mondo.

Nel medesimo tempo è crollata la fertilità, misurata in termini di numero di figli per donna.  Appena dopo la Seconda guerra mondiale questo numero era di 3, oggi è pari a 1,34. Il numero di figli per donna per mantenere costante il livello di popolazione è di 2,1: ne discende che nel dopoguerra la popolazione italiana tendeva ad aumentare e oggi tende a diminuire. In maniera anche drastica. Ancora nel 1964 nascevano in Italia un milione di bambini, oggi sono nettamente al di sotto del mezzo milione. Poiché il numero di decessi supera i 600.000 l’anno, ecco la popolazione italiana autoctona tende a diminuire al ritmo di 150.000 persone l’anno.

Per fortuna che ci sono i migranti.