Inutilità del Pd?

Gentile Strisciarossa,
e se il Pd alla fine fosse un partito inutile? A chi parla? Chi rappresenta? Dove vuole portare il Paese? Bastano poche domande per capire che la questione non è affatto peregrina.

Dunque, vediamo. I (cosiddetti) dirigenti (in realtà dirigono poco, più spesso seguono, sic) di quello che si autodefinisce centrosinistra hanno preso un paio di decisioni una ventina d’anni fa che hannno messo il Paese in estrema difficoltà, se non in ginocchio. La prima è stata quella di smantellare le aziende pubbliche, non fornendo un modello di analoga forza al sistema produttivo. Il risultato è stato un impoverimento generale, che ha portato alla scomparsa anche dei grandi gruppi privati (a meno che non si voglia credere ancora che la Fca sia italiana).

Negli stessi anni si è scelto l’euro. Subito e senza batter ciglio. Con una corsa forsennata. Così si è eliminata una leva (sbagliata sì) di cui il sistema produttivo si serviva, ancora senza sostituirla con uno strumento alternativo, una strada di sviluppo sostenibile e all’altezza della sfida della globalizzazione. Che so, potenziare le filiere produttive, sostenere l’artigianato.

Intendiamoci: la scelta europea era giusta. Ma forse non era così giusto cedere ipso facto la politica monetaria, creare banche centrali autonome dalla politica, arrivare all’euro in quel modo. Dando tra l’altro fiato alla destra sovranista, che oggi rischia di governarci.

Così si è innescato quello che negli anni del berlusconismo si è chiamato “declino”, e che molti (troppi) hanno fatto finta di non vedere. E qual è stata la risposta che il centro-sinistra (sempre autodefinito), ha dato ai problemi che man mano stavano aumentando? Concentrarsi massicciamente sul lavoro. Il sistema stentava? Era il lavoro a doversi rendere più flessibile, meno “pretenzioso”, più “moderno”. Pensateci: dal pacchetto Treu fino al Jobs act, a varare le norme più incisive sul lavoro è sempre stato il centrosinistra. Con il centrodestra gongolante. Di fatto si è detto alle imprese: visto che avete difficoltà, visto che non riuscite a crescere, visto che rischiamo la delocalizzazione o la colonizzazione dall’esterno (sempre per via di quella debolezza d’origine), allora sapete cosa vi diamo? Mano libera sul lavoro. Cosicché magari ci togliamo anche di torno questa stucchevole opposizione di destra. No anzi, di più: ci togliamo di torno proprio la distinzione destra/sinistra e ci risparmiamo la fatica di autodefinirci di centrosinistra.

A questo punto davvero ci si chiede: ma a che (o a chi) serve un partito così? Se si vuole dare pieni poteri alle imprese sul lavoro, Berlusconi basta e avanza. Se si vuole costruire un’Europa diversa, non si trovano risposte nel Pd, schiacciato sulla linea dell’attuale establishment. Meglio seguire i cosiddetti populisti. E c’è ancora qualcuno che ancora si meraviglia, che irride Di Maio mentre Salvini recupera consensi magari strizzando l’occhio al suo amico Putin. Ora, la sintesi davvero perfetta di tutto questo sarebbe proprio un governo con tutti, dei “responsabili” (sempre autodefiniti). E amen.
Saluti a tutta la redazione
Biancospino