Insieme per difendere
la grande piazza
del Pianeta Terra

Il 2019 ci ha messo di fronte a due fenomeni globali che hanno coinvolto il mondo: gli scioperi del Friday for future e l’inizio del COVID -19. La loro portata in termini di numeri è stata enorme e diversificata: gli scioperi per il clima hanno coinvolto i “giovani” di ogni luogo della Terra, il Covid-19 ha colpito e scelto le sue vittime prevalentemente negli “anziani” della Terra.

La grande lezione di Friday for future

Il Friday for future è un appello affinché si cambi stile di vita, pena la distruzione della vita stessa e del pianeta, il COVID-19 è un cambiamento delle forme già in atto attraverso la distruzione della vita stessa, la nostra.

Il Friday for future si rivolge agli uomini e guarda al pianeta, il COVID-19 si abbatte su umanità e animalità facendo ugualmente parte del pianeta.
Nel mondo che si occupa della “salvezza” del pianeta, (al quale ogni tanto andrebbe ricordato che in questo pianeta esistono anche gli esseri umani) appare evidente che il Coronavirus è causato dai cambiamenti climatici operati dall’uomo e di cui è il solo responsabile. Per Verdi, Ambientalisti e tutto l’arcipelago che forma il continente ecologico, non ci sono complotti né cause naturali: il virus è dato dallo sconvolgimento dell’habitat che libera i virus, i quali possono così circolare liberi e infettare gli animali/umani. L’unico complotto che possono prendere in esame è quello dell’uomo che complotta contro la Natura per asservirla ai propri scopi produttivi, non riuscendo a scorgere che la Natura, senza neanche pensare lontanamente di complottare contro nessuno, può anche imboccare una strada che porta lentamente a dei cambiamenti climatici dovuti proprio a quel Sole che fra qualche miliardo di anni si estinguerà.

 

Da dove viene la minaccia del Coronavirus

Il COVID -19 (fino quando non sarà dimostrato che nessuna mano umana né ingegneristica di laboratorio né quella che altera il clima) vive di vita propria e si spera anche, nel più breve tempo possibile di morte propria. Però, intanto, la Natura che si esprime attraverso il COVID-19 di danni all’uomo ne ha fatti molti, sia sovvertendo il nostro habitat sia producendo vittime. Immaginiamo, quindi, che la Natura, quella che fa girare i pianeti e spinge l’Universo per intenderci, ci abbia modificato l’ambiente e noi ne stiamo pagando le conseguenze (non prendiamo in esame per ora il momento, sebbene i dubbi crescono con il calare dell’emergenza, se le cause del virus siano proprio tutte naturali).

Greta Thunberg

Fra pochi giorni a maggio e ognuno per se, (e sembra la macchia di leopardo in cui in Europa ogni stato ricorda a date sparse la Liberazione dal nazifascismo) ci saremo parzialmente ripresi da questa prima emergenza e faremo i conti sia dei danni sia con la ripresa. E proprio in questi giorni il Friday for future ritrova il coraggio di scendere nelle piazze del mondo con un nuovo sciopero per il clima. Avvertendoci, giustamente, che se non si cambia il modo di stare su questo pianeta si è e si sarà sempre di più e a tutti gli effetti “collaborazionisti” del virus.

Si può essere “collaborazionisti” di un virus?

Apparentemente sì, se anche alcuni esponenti della Destra vogliono nel 25 Aprile ricordare non solo le vittime del nazifascismo ma tutte le vittime delle guerre e finanche i morti sul campo del Coronavirus. Lanciando così, e finalmente, un boomerang che ritorna con l’identificazione del nazifascismo ad un virus letale per la società umana.

Ritornare a guardare verso il futuro

E’ però indubbio che l’occasione che ci si presenta nel post COVID-19 di dare una svolta più ecologica e globale – che non sia però quel guazzabuglio di glocal i cui effetti si vedono e si sono visti nella gestione sanitaria italiana – difficilmente potrà trovare ( a meno che non si attenda uno tsunami di ritorno del COVID-19) una possibilità di cambiare anche di poco, e ci si accontenta anche del poco, invece, di rattoppare qui è là in attesa di ricominciare come prima, e peggio di prima.

La cartina di tornasole ci sarà data proprio in questi giorni di tardo lockdown, dove sicuramente i giovani del Friday for future il 24 Aprile daranno prova di sé nell’organizzare uno sciopero e una manifestazione mondiale fatti con i mezzi di Internet, ovvero nelle piazze virtuali del mondo, invece, di minacciare come fanno le Destre che contravvenendo alle precauzioni per evitare il diffondersi del contagio, hanno invitato a scendere nelle piazze reali delle città. E questo di essere corretti e responsabili, agendo nella virtualità che non significa silenzio è già un segno di diversa civiltà.

Possiamo essere certi che il Friday for future non deluderà o imparerà a farsi spazio e voce anche dalla connessione virtuale, loro in fondo hanno una marcia in più e guardano e temono per il loro futuro, mentre altri temono e guardano di più il loro passato.