La forte responsabilità dell’informazione nel disastro della politica

A commento del risultato elettorale in Umbria, vorrei sommessamente proporre una riflessione critica sulla responsabilità morale della stampa, carta stampata e non, ovvero dell’informazione e della commentistica in generale.


Assistiamo da quando questo difficile ma necessario governo ha cominciato il suo percorso ad uno stillicidio di critiche da parte di giornalisti democraticissimi e opinionisti illuminati. Senza infingimenti: la critica è il sale della democrazia, ma che sia critica appunto, comprensione delle ragioni di disfunzione per favorire la correzione di una linea di comportamento.

Diversamente non è critica ma distruzione, smontaggio pezzo per pezzo. Come quando si cerca nei luna-parks di infilare il collo di un’ochetta di plastica con l’anello: noi stiamo fermi ad aspettare che la malcapitata passi per agganciarla. E così succede nell’industria del commento politico.
Allora, cerchiamo di capire che cosa esattamente vogliamo dalla politica, se davvero l’utile generale oppure il proprio egocentrismo, l’applauso o anche la semplica vendita di più copie o l’accumulo di più click.

La logica del meno peggio

Invito a riflettere sul commento di questo gracile governo PD-5stelle. Ecco la sequenza che mi si è materializzata in testa leggendo siti e stampa in questi ultimi due mesi:

  • a) questo non è il migliore dei possibili governi, ma posto che non ci sono ottimi governi, un governo meno peggio di altri (ovvero Salvini-Di Maio o addirittura Salvini-Meloni-Berlusconi) è non cattivo;
  • b) ai media liberal, democratici e radicali non piace questo governo perché, si legge spesso, non ha un progetto; e a questo punto non li seguo più perché se accettiamo a) questo governo ha un progetto ovvero fare del proprio meglio per evitare il peggio;
  • c) se non accettano a) allora significa che preferiamo avere un cattivo governo (Salvini-Meloni-Berlusconi), magari per potere urlare e fare opposizione dura e pura, con la certezza di stare, finalmente, dalla parte giusta.

Si preferisce la caciara alla critica

In questa sequenza vi è nel migliore dei casi illogicità in buona fede o anche naività desiderativa e nel peggiore un certo calcolo utilitaristico perché la caciara, la demolizione critica vengono meglio se il governo è compiutamente nemico. Nella ricerca di un governo con carattere e con progetto palesata con un profluvio di parole che sono meravigliosamente generiche, si porta acqua al mulino oliatissimo dei nemici (e uso questa parola a ragion veduta), i quali hanno un carattere e hanno un progetto.
La responsabilità dell’informazione sta insieme alla responsabilità del giudizio pubblico: tutte e due fanno sempre un ottimo servizio alla vita politica democratica.