Addetti alle pulizie
contro il Covid
ma senza contratto

Se un ospedale è pulito, se è possibile garantire le norme anti covid, se un reparto, una terapia intensiva, una sala operatoria sono sanificati, se è assicurata la consegna di tamponi o farmaci, dei pasti agli ammalati, bisogna ringraziare i circa 600.000 lavoratori del comparto Multiservizi.

Eroi nell’emergenza coronavirus

multiserviziUn lavoro fatto spesso in orari pesanti, invisibile, perché dato per scontato e perché svolto quando nessuno ti vede, rischioso come per tutti gli altri operatori sanitari. Nell’emergenza coronavirus anche loro erano muniti di tute bianche, mascherine, guanti, ogni sorta di protezione, si confondevano tra i medici e i paramedici. E’ capitato pure che qualcuno desse una parola di conforto o un gesto di aiuto agli ammalati, confinati nei reparti Covid e lontani dagli affetti familiari. Un lavoro oggi a rischio, e non solo a causa della pandemia.

Subappalti, tagli di orario  e altri ricatti

Sono sette anni, infatti, che attendono inutilmente il rinnovo del Contratto nazionale da parte delle associazioni datoriali e delle imprese, le quali hanno spesso fatto saltare gli incontri previsti con le organizzazioni sindacali. L’ultimo, quello dello scorso 7 ottobre, organizzato da Filcams Cgil, Cisl, Uil, ha fatto registrare una nutrita partecipazione di delegate e delegati in tutta Italia. A essere denunciati sono il massimo ribasso per le aggiudicazioni, il facile ricorso al subappalto, con conseguenti tagli nell’orario di lavoro e il rischio che proprio i subappalti finiscano nelle mani della criminalità, il mancato pagamento delle retribuzioni e la facile perdita del posto di lavoro.

Dopo questo incontro, l’Alleanza delle Cooperative Produzione e Servizi ha fatto sapere di essere disponibile a proseguire il confronto, scrivendo in un comunicato che “mai come in questo periodo di grave crisi economica e sociale, gli obiettivi dei lavoratori e delle imprese devono convergere. Il rilancio dell’economia passa anche attraverso l’accordo tra le parti sociali, superando le differenze nel nome di un bene comune, che è quello della salute pubblica e della ripresa economica”. Mancano ancora, però, le parti datoriali facenti capo a Confindustria e alle piccole/medie imprese. Se la richiesta del rinnovo contrattuale continuerà a essere disattesa, verrà indetta per il prossimo 21 ottobre una manifestazione nazionale a Roma.

Lavoratori fragili e ricatti padronali

multiserviziCapita che quanto più il lavoro sia essenziale tanto più diventi fragile. Perché esposto ai ricatti padronali, alla crisi, alla mancanza di tutele adeguate.

“Se i subappalti vengono liberalizzati, si verifica la competizione al ribasso tra le imprese che, nel concreto, significa riduzione del costo del lavoro, meno diritti per i lavoratori, anche grazie ad accordi di secondo e terzo livello con sindacati accomodanti e senza scrupoli”, commenta Salvatore Ferrante, delegato Filcams Cgil che opera nell’Asl n.1 di Napoli, la più grande d’Europa con circa 900 addetti alle pulizie, senza contare manutenzioni e guardianeria. All’interno dello stesso sindacato, ci dice, c’è un’area minoritaria che spinge a ulteriori e più incisive azioni di lotta, perché non è più consentito “doversi rapportare con piccoli e grandi soprusi, tagli o trasferimenti coatti, niente straordinari e sostituzioni, molti part time involontari”.

La Multiservizi opera anche all’interno di uffici, fabbriche, mense scolastiche, strutture ricettive e ricreative, supermercati, call center, carceri, manutenzioni, aree verdi, arrivando quasi a un milione di lavoratori. Deboli tra i deboli, le lavoratrici più degli altri ne fanno le spese, pur avendo assicurato negli ultimi mesi servizi inderogabili con serietà e abnegazione.

Eroine ed eroi invisibili

Questo è uno dei tanti volti della pandemia, di cui oggi si parla meno rispetto alla scorsa primavera, quando erano per tutti eroine o eroi, in prima linea con i diversi operatori sanitari e lavoratori esclusi dal lock down. Eroine ed eroi poi diventati invisibili, e non solo a causa della mascherina. Diritti, tutele, questo chiedono. E lo fanno in un momento in cui vengono ripristinati o mantenuti privilegi milionari. Non siamo migliori di prima: chi meno aveva, ancora meno continuerà ad avere.