Donne in piazza
a manifestare
spinte da un’ideologia

Ideologia: corrente filosofica francese dell’inizio del sec. XIX che si proponeva lo studio delle idee – intese come stati di coscienza – e delle loro origini.
Per il vocabolario: “Il complesso delle idee e delle mentalità proprie di una società o di un gruppo sociale in un determinato periodo storico”, oppure “L’insieme dei princìpi sui quali si fondano gli atteggiamenti sociali di un’epoca, di un popolo, di una classe sociale. 
Quando è diventata una parola tabù? Da quando sentiamo dire “Non fare dell’ideologia”, oppure “Questa non va bene, è ideologia”? Come mai siamo diventati così pavidi da accettare in silenzio simili ingiunzioni, quasi l’ideologia fosse una parolaccia, o un difetto, o una colpa?
Non è un dogma; non è falso pensiero; non è falsa coscienza. E’ la base da cui muove il pensiero e l’agire sociale di tutti e di tutte noi.
Siamo animali simbolici, abbiamo necessità di attribuire un orizzonte coerente di senso agli eventi, alla storia, alla vita stessa. Lo cerchiamo nei valori in cui crediamo, nei princìpi cui cerchiamo di non venir meno, nelle interpretazioni che ci convincono; lo traduciamo nel linguaggio che usiamo.
Scambiare l’ideologia con l’intolleranza è un equivoco (le cronache attuali del nostro Paese mostrano che i più fanatici e intolleranti sono proprio coloro che si dichiarano post-ideologici). Ideologia non è rifiuto della verità, non è negazione dei fatti, ma dichiarazione del proprio punto di vista (discorsi privi di punto di vista sono impensabili e forse impossibili), coraggio delle proprie idee.
Chi sostiene di non avere alcuna ideologia in genere ne ha una che non ha la forza o la capacità o l’interesse di palesare. La tesi della fine delle ideologie è un comodo alibi per chi attua politiche spregiudicate e compromessi indicibili, per chi è mosso da un puro pragmatismo senz’anima, per chi cerca il consenso ad ogni costo, per chi smentisce se stesso e le proprie affermazioni ad ogni passo, per chi si adegua alla tendenza che va per la maggiore.

Io sono orgogliosa della mia ideologia, che mi appassiona (= mi rende viva) e mi mobilita (=mi rende attiva) anche se in questo momento non va di moda. Mi proclamo in modo esplicito femminista, ecologista, antifascista, antirazzista. Come me le centinaia di migliaia di donne che sono scese in piazza il 24 novembre a Roma, che manifestano in tutta Italia. Le mie compagne.
Sì, tutti -ismi. Sì, anche anti- (ciò che non siamo, ciò che non vogliamo).