Il vulcano Imma, magistrata e madre:
finalmente RaiUno ne azzecca una

Fenomeno Imma. Di cognome Tataranni, vulcanica sostituta procuratore in quel di Matera ai giorni nostri. E’ il personaggio che Vanessa Scalera, finalmente protagonista dopo una carriera da comprimaria comunque densa delle soddisfazioni di chi ha recitato tra gli altri per Marco Tullio Giordana, Nanni Moretti, Marco Bellocchio, sta portando la domenica sera nelle case degli italiani.
Che hanno mostrato di gradire, e molto, le avventure di questa donna non bella, almeno secondo i canoni tradizionali, ma affascinante. Grintosa e osservatrice ma “non intuitiva”. Rispettosa delle regole e al tempo stesso pronta a tutto per arrivare alla verità. Incapace di chiedere un favore ma disposta a farne. Molto brava nel suo lavoro ma anche in perenne competizione con la suocera in tema di capacità culinarie. La parmigiana, una prova d’autore.

I Sassi di Matera sullo sfondo

Dura come i Sassi di Matera che fanno da sfondo alle vicende che si ispirano ai libri di Mariolina Venezia e che Francesco Amato, il regista, ha narrato in sei puntate.  Ma, allo stesso tempo, amorevole con la sua famiglia. Imma Tataranni, ha il piglio deciso che i più ancora pensano sia esclusiva degli uomini, appena mitigato da un abbigliamento esasperato e colorato in cui la stampa animalier la fa da padrona con una preferenza per il maculato, ha dunque sbaragliato la concorrenza di ogni rete. Eppure la domenica sera è bella ricca. E vedersela con Fabio Fazio, Barbara D’Urso e Massimo Giletti non è impresa da poco.

Grandi ascolti contro grandi avversari

Eppure Vanessa-Imma li ha lasciati a contendersi le retrovie degli ascolti dall’alto del suo venti per cento. Destinato a salire dato che ormai la magistrata- detective che marcia sui tacchi, ma mai di più di otto centimetri, sembra essere diventata il caso televisivo di questo inizio di stagione. Un caso di cui la Rai, e la rete Uno in particolare, aveva più che mai bisogno dati gli ascolti in drammatica retromarcia anche per responsabilità di inserimenti sovranisti che si sono rivelati più dannosi che produttivi. Mentre, a dimostrazione che se le scelte sono giuste alla fine pagano, sulla stessa rete c’è anche il sabato sera di Alberto Angela che è riuscito a strappare lo scettro della serata televisiva che porta al dì di festa ad una màcina consensi come Maria De Filippi. Un segnale di cambiamento da non sottovalutare.

Quello che Imma emana dalla tv non è il fascino consolidato di Montalbano  né quello trasgressivo di Rocco Schiavone, che pure belle soddisfazioni le sta dando a viale Mazzini e che la promozione su RaiUno se la sarebbe meritata sorvolando su un po’ di parolacce e qualche spinello. Nè quello di un divulgatore amato come Angela figlio.

Un carattere duro e una vita difficile

Piuttosto Imma-Vanessa piace perché è una donna come tante di quelle che hanno guardato la fiction.  Lavora duramente e allo stesso tempo deve pensare alla famiglia. Poco parrucchiere se si devono fronteggiare assassini e al tempo stesso le crisi adolescenziali della figlia e un marito, il bravissimo Massimiliano Gallo, meno impegnato e quindi apparentemente trascurato. C’è un capo, Carlo Buccirosso, da convincere e le amiche da consolare e comprendere. C’è la difficoltà di ricercare capacità diplomatiche in un carattere duro, forgiato nel corso di una vita difficile. Si è fatta da sola, Imma come tanti dei suoi spettatori. E si arroga, quindi, il diritto di poter dire e fare tutto, o quasi tutto. Ma sempre con il suo stile. Un atteggiamento che è una sorta di rivincita di quanti nella vita non hanno il coraggio o non possono permettersi di essere sfrontati mettendo a rischio l’essere accettati. O peggio.

Anticonformismo e intraprendenza

E allora ben vengano Salvo, Rocco e ora Imma. Sono personaggi anticonformisti e intraprendenti che riescono a rompere, anche a nome di chi non può o non ce la fa, i meccanismi di un sistema che ha ancora tutta la forza per resistere. Loro ci riescono a scalfirli. E con loro anche un po’ di quelli davanti alla tv, uomini, donne e anche ragazzi. Questa volta, in una forma di positiva immedesimazione.