Il sindacato finalmente alza la voce: manifesteremo
per la Costituzione

Nel caos politico sociale  della crisi italiana che si protrae da quasi 90 giorni molti avevano lamentato l’assenza di una voce: quella del movimento  sindacale italiano. Eppure erano e sono in gioco, in  questa confusa e pericolosa partita, in primo luogo gli interessi del mondo del lavoro.  Ora qualcosa d’importante si verifica.  C’è stata una lettera di Susanna Camusso ai  militanti della Cgil, un altro documento firmato anche dai segretari generale di Cisl e Uil. E, infine, l’annuncio di una manifestazione nazionale unitaria con lo slogan “Difendiamo la Costituzione”. Una scelta decisiva, soprattutto se si pensa, invece, che la sinistra politica, anche questa volta, appare divisa sulle scelte da compiere. Come se non fosse maturata la coscienza che siamo di fronte a drammatici rischi eversivi.

Quel che ora scuote il sindacato è certo – come ha precisato, a “radio articolo 1”, il segretario 

confederale della Cgil  Nino Baseotto –  la “violenza degli attacchi al ruolo di Sergio Mattarella”, ma anche “un mix esplosivo per la democrazia di questo Paese”.  Questo perché alla crisi istituzionale e politica, si aggiunge “una situazione economica sempre più preoccupante, dallo spread in forte salita alla crescita della povertà, alla riduzione dei servizi sociali, che continuano ad affliggere le fasce più deboli, ovvero lavoratori, pensionati e giovani”. Servirebbe “un governo che guardi agli interessi dei cittadini e non alle pulsioni xenofobe e razziste di qualche leader politico”.

La Cgil è particolarmente impegnata a uscire da una situazione di attesa silente anche ripensando alla propria storia. Non a caso la  Camusso nella sua lettera rivolta ai militanti  della Cgil, un po’ frastornati dalle caratteristiche dell’attuale crisi,   rammenta come la Cgil di Giuseppe Di Vittorio sia stata  “soggetto protagonista nei lavori dell’Assemblea Costituente” contribuendo “ al pari di tutte le forze politiche e sociali alla sua costruzione”. Nasce anche da qui l’impegno affinché “si affermi un forte movimento democratico a difesa della Costituzione, delle prerogative e del ruolo del Presidente della Repubblica e delle Istituzioni democratiche”. Susanna Camusso però non ignora il fatto che all’interno del sindacato, tra gli iscritti, siano presenti posizioni, sensibilità diverse. Capisce che “vi possano essere giudizi articolati sulle fasi complesse e contraddittorie che hanno contraddistinto e contraddistinguono lo svilupparsi delle vicende politiche ed istituzionali”. Non può  però essere in discussione, sottolinea, “l’unità di tutta la CGIL nel difendere il diritto-dovere del Presidente di esprimere le proprie opinioni e valutazioni e nel respingere con ferma determinazione gli attacchi volgari e le suggestioni irresponsabili di messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica”.

Concetti ripresi in una presa di posizione assunta unitariamente, con la  segretaria della Cisl Annamaria Furlan e della Uil Carmelo Barbagallo. Anche qui  si ammette la legittimità “ad avere ed esprimere opinioni e valutazioni politiche differenti”. Va però “senza alcuna incertezza difeso e riaffermato il diritto e il dovere del Presidente della Repubblica di esercitare, in trasparenza ed autonomia, le proprie funzioni costituzionali”. Anche perché sono urgenti “decisioni rapide per l’economia e il lavoro.. .”

Insomma non è più tempo di attese passive. I cittadini, in primo luogo nel mondo del lavoro, devono potersi far sentire. Un incitamento che potrebbe essere utile per quelle forze di centrosinistra che paiono intente più a escogitare formule elettorali che a costruire consensi sui problemi del Paese.