Il silenzio
sul piano B.

Ma perché non si può dire? Perché conviene trasformare una serissima ipotesi di lavoro in un buco nero che basta nominare per garantirti diffidenza e perfino dispregio (parola pochissimo usata)? Gli elettori, soprattutto quelli del Pd ma non solo loro, avranno diritto di sapere che intenzioni ha Renzi, la sua dirigenza, una volta che il voto disgraziatamente non sarà stato in grado di spingere il Partito Democratico oltre la necessaria maggioranza?

Stringente sequenza di punti di domanda. Perché, se non conquisterà la maggioranza utile a governare in decorosa solitudine, Renzi dovrà adottare il piano B, e mostrare le sue carte, dovrà dire con chi si allea e con quali formalità e quali saranno le regole di ingaggio di questa alleanza. Sempre che abbia ferma intenzione di insediarsi al governo, in un modo o nell’altro. E vien da pensare che questa intenzione non lo abbandoni mai. In altre parole: perché non ci dicono con chiarezza: se saremo costretti a fare alleanze, sappiate che proveremo con la sinistra alla nostra sinistra, oppure con Berlusconi.

Stando così le cose, non si intravvedono alternative. Di più: perché ogni volta che se n’è presentata l’occasione, da Renzi e dai suoi non è mai venuta una smentita secca rispetto alla prospettiva che maturi proprio una liaison del Pd con Forza Italia? Certo: la risposta sta nella domanda. Ma non basta: se nei social poni questo semplice interrogativo, e ci abbiamo provato, il tono della risposta avanzata dai militanti pd che hanno fiducia in Renzi, sarà facilmente risentito, offeso, gravido di un senso di tradimento della buonafede.

Puoi aver premesso che, chiedendo lumi, non stai facendo un lavoro sporco per togliere i pantaloni al leader, che se Renzi dovesse fare accordi con Berlusconi sarebbe certo un fatto nuovo ma anticipato da passi compiuti nel corso di decenni da altri leader pd che oggi stanno polemicamente altrove. Quindi, non si tratta di scoprire malignamente le intenzioni più segrete e peccaminose del leader per servire altri fronti. Per niente.

Pare sacrosanto che i progetti per l’immediato futuro siano resi espliciti da una forza politica che conserva un grande consenso nel centrosinistra, pur perdendo peso ogni giorno. Invece no. E cioè: dovremmo all’improvviso trovarci sbattuti addosso ad una alleanza tra Renzi e Berlusconi, senza averlo, se siamo bravi e cari, mai pensato o temuto prima. Pensarlo, in queste circostanze rese così pudìche da una comune coscienza, sembra a sua volta un peccato, una cosa sbagliata, da non fare se non sei un fottuto lazzarone in cerca di guai che lavora solo con l’odio in tasca. Perché, in tanti compagni e amici pd, suona e ferisce come una coltellata la domanda chiave di questa vicenda? Basterebbe rispondere, in fondo: mai e poi mai ci metteremo con i sodali di Dell’Utri, non abbiamo piani B, il nostro unico obiettivo è stare a sinistra con la sinistra e con il centrosinistra, il nostro popcorn è fatto con olio extravergine. (E in verità, più di qualche compagna e compagno del pd risponde proprio così).