Il Pci, il Psi, il 1917
e la rivoluzione

“Viva la Rivoluzione d’Ottobre”. Questo era il titolo in corsivo e scritto in rosso, sopra una foto in bianco e nero che riproduceva la folla accorsa alla manifestazione di Roma, di un piccolo opuscolo di 31 pagine stampato insieme dall’Unità e dall’Avanti. Correva il 12 novembre del 1944 e sul palco dello stadio del Palatino erano saliti Pietro Nenni e Palmiro Togliatti, accolti dal grido della piazza “fusione, fusione”.
Comunisti e socialisti riconoscevano nella conquista del Palazzo d’Inverno, e nel sacrificio dell’armata rossa nella guerra contro il nazifascismo, il riferimento ideale condiviso per la loro ripresa della lotta nella capitale, da poco liberata. Con la sua nota capacità oratoria, Nenni celebra, tra continue ovazioni popolari, “la più grande rivoluzione della storia”.

Il richiamo all’Ottobre per il leader socialista significa il doveroso tributo a un evento straordinario che ha accelerato la crescita della soggettività delle classi lavoratrici nella loro battaglia per la liberazione umana. Nenni ricorda i colloqui avuti nel 1921 con Romain Rolland sul destino dell’Ottobre e sul senso da attribuire anche agli errori compiuti dai bolscevichi. “Ognuno di noi sapeva che se la rivoluzione d’Ottobre fosse fallita, con essa tutte le nostre speranze sarebbero fallite”.
La vittoria nella lunga guerra civile contro il terrore bianco, e il trionfo riportato sul nazifascismo (Nenni rammenta che “sulle macerie di una casa di Stalingrado dei soldati hanno scritto col loro sangue: abbiamo vinto la morte”), costituivano la legittimazione storica dell’Ottobre. Al termine del suo trascinante comizio, Nenni venne abbracciato da Togliatti e anche da Saragat.

Stalingrado, il monumento alla resistenza

Il leader comunista nel suo discorso rileva la profonda connessione sentimentale tra i ceti popolari italiani in cerca di “redenzione” e il mito sovietico di una società nuova che ha eliminato lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Togliatti annuncia che “tra non molti mesi il mondo vedrà sventolare a Berlino la bandiera rossa della libertà”. E quando questo evento simbolico davvero accadde, persino a New York comparvero le bandiere rosse, in omaggio alla repubblica dei soviet.
La resistenza dei partigiani e la ricostruzione della democrazia in Italia sono fenomeni fortemente connessi al grande processo storico che nella Russia di cent’anni fa vide il trionfo di un assalto al cielo condotto dal partito di Lenin. In nome dei diritti del popolo lavoratore e sfruttato i bolscevichi dimostrarono che il dominio del capitale non è un dato di natura e che un altro mondo è possibile.