Il nuovo ordine hitleriano
dei fanciulli
dello “Shoah party”

Shoah party! Shoah party! Shoah party!

Sono alcuni giorni che questa strana commistione di parole mi ritorna in mente. Non sapevo della loro esistenza, ne sono venuto a conoscenza, tardi, da parte di Furio Colombo e Alice Oxman che a cena, dopo la prima dello spettacolo che avevo scritto e diretto su Carlo Levi lo scrittore artista e politico che fu tra i primi invitati a quel party dato dal fascismo, mi hanno chiesto cosa pensassi dello scandalo dello shoah party.

La sera stessa, sebbene stanco, appena rientrato ho cercato in Rete delle notizie e così ho continuato a fare nei giorni successivi. Il motivo della stanchezza non era solo fisico e come cercherò di rendere evidente è principalmente culturale, sociologico, psicoanalitico, e lo è perché non è eminentemente politico.

Che cosa è la shoah party?

È una chat nella quale adolescenti dai dieci ai diciotto anni si sono scambiati, fino a quando non sono stati scoperti e denunciati, immagini di violenza, cruda, feroce, a sfondo sessuale e pedopornografico,con derisione e violenza su soggetti inermi, come disabili, neri, con esaltazioni e inni a favore del nazismo, del fascismo e del fondamentalismo islamico, con un obiettivo centrale gli ebrei, il tutto infatti è infarcito di retorica antisemita e antiisraelita.

La prima domanda è: come è stato possibile che alcuni adolescenti, e non proprio alcuni ma numerosi come lo può essere una chat con una buona copertura del territorio italiano, abbiano potuto creare una “comitiva”alla quale hanno dato il nome di “shoah party”?

La mia stanchezza è data anche dai vari psicologi sociologi e giornalisti che come d’abitudine, forniscono risposte insulse quanto inattuali, perché continuano a considerare i bambini dai 10 ai 18 anni come dei pulcini che sbagliano ma che devono essere educati, perché altro non sono che degli ignari bambini ai quali è stata messa in mano una auto da corsa il cui nome è: Internet.

Psicologi, sociologi, analisti continuano con la loro stantia quanto includente solfa che i ragazzi vanno seguiti, che i ragazzi sono lasciati a se stessi, che non hanno valori, e che vivono in una società dagli strani valori e che, insomma, sono dei poveri idioti che la Rete è pronta a ingoiare facendo di loro… già facendo di loro che cosa?

Quello che gli eminenti studiosi non capiscono o non vogliano ammettere: che la Rete è comunque veicolata, e che i bravi bambini prima ancora di diventare dei bravi ragazzi non ne possono più di essere trattati come dei minorati sociali in attesa di acquisire la maggiore età. La maggior parte di questi bambini ascoltano Rovazzi,Fedez e J-Ax,e i contenuti delle loro canzoni non hanno nulla a che vedere con le melodie e testi dello Zecchino d’Oro. A questo possiamo aggiungere che a diciotto anni Augusto o Alessandro Magno o Napoleone, avevano già un ruolo di preminenza nella politica mondiale. I bravi professori sembrano dimenticare che Greta Thunberg ha sedici anni.

E quindi i bambini o fanciullini della shoah party non sono degli ignari soggetti caduti nelle maglie della strega cattiva, chiamata internet, ma sono dei soggetti politici a tutti gli effetti e che come tali dovrebbero essere pensati perché così vogliono loro essere considerati. Non si diventa nazifascisti di oggi per caso, ma lo si diventa perché qualcuno o qualcosa li ha messi in un percorso per cui lo devono diventare nazifascisti, sebbene il problema risieda nel fatto che lo sono già.

Per alcuni aspetti è finito l’ordine mondiale e sociale che voleva un ruolo per gli anziani, anche gli anziani non ci sono più e da un punto di vista sociale l’età pensionabile si continua a spostare in ragione delle esigenze di cassa e di mercato; i bambini, gli adolescenti una volta che hanno avuto consapevolezza dei loro diritti- vedi la carta ONU sull’infanzia- non smettono e non vogliono non rivendicarli. Saranno ancora e, forse, dei bambini o adolescenti ma sono soggetti politici a tutti effetti e come tali dovrebbe visti e, forse, trattati.

Non ci sono più i bambini e semmai sono esistiti, questi sono vissuti solo dagli anni sessanta agli anni ottanta, il resto sono piccoli adulti in crescita di una soggettività politica. Non voler considerare questo è come fare finta che il bebè non abbia una sessualità, mentre tutto, intorno, si manifesta con una precisa dirigenza politica che ha organizzato lo shaoh party perché i bambini possano addestrarsi. E se dietro non c’è nessuna mano o mente adulta sono adolescenti che si organizzano e compiono azioni orientate in senso nazifascista dove le vittime sono sempre le stesse. E’ recente il caso di Manduria dove una baby gang ha ucciso dopo torture un uomo disabile di 66 anni o quello di Verona dove un clochard è morto bruciato nelle fiamme dell’auto in cui viveva. E i casi sono molti e molto variegati come quello accaduto a Chicago dove degli adolescenti afroamericani hanno torturato un giovane disabile insultando i bianchi e le politiche razziste di Trump. Ed ogni caso di violenza, come è di prassi, viene filmato, fotografato, e poi diffuso in Rete.

Il problema, quindi,che affiora lentamente ma con una evidenza sempre più correlata, non si tratta più di considerarlo solo da un punto di vista psicologico o sociologico, ma bisogna iniziare a considerarlo come politico, poiché coloro che lo compiono saranno forse dei soggetti minori da un punto di vista giuridico ma non lo sono da un punto di vista politico.

Per chiudere e per spiegare meglio,poiche parliamo di Rete, cito un frase, estratta da Wikipedia sulla gioventù hitleriana, detta da Hitler:

«Il mio programma educativo per la gioventù è arduo. La debolezza dovrà essere spazzata via. Nei miei castelli dell’Ordine Teutonico [speciali collegi nazisti] diventerà adulta una gioventù che farà tremare il mondo. Io voglio una gioventù brutale, tiranna, intrepida e crudele. La gioventù deve essere tutto questo. Essa deve sopportare il dolore. Non deve avere nulla di debole e delicato. La libera, splendida bestia predatrice deve ancora una volta emergere brillando dai suoi occhi. Così io sradicherò migliaia d’anni di civilizzazione umana. Così io creerò il nuovo ordine.» (Adolf Hitler, 23 dicembre 1933)