Joseph: avere sei mesi
e non poter
chiedere asilo

Basta. Fino a quando dovremo piangere i morti di naufragi? Fino a quando l’egoismo ci farà distogliere gli occhi da quello che avviene nel Mediterraneo? Quel mare era considerato culla di vita, lo stiamo trasformando in bara.

Open Arms non ce l’ha fatta

Sono troppi, è un’invasione, non c’è posto per tutti, dicono. Li chiamano “immigrati” e invece sono uomini, donne, bambini. Come l’ultima piccola vittima del mare. Si chiamava Joseph, aveva sei mesi. Invano l’equipaggio di Open Arms ha cercato di salvarlo, stare per ore in acqua non è possibile per un bimbo così piccolo.

mediterraneo
Aylan, il bambino che ha fatto commuovere il mondo. Già dimenticato

Cosa vengono a fare qui? si chiedono i ben pasciuti. Dovrebbero ascoltarli, invece. Ognuno di loro ha una ragione fortissima: chi accetta di rischiare la vita in mare sa che restare è ancora più rischioso. Non c’è mamma, non c’è padre che, avesse un’alternativa, farebbe correre un rischio così grave al proprio figlio.

Chi ricorda oggi Aylan, il bambino che sembrava addormentato in riva al mare, e che aveva commosso il mondo? Le emozioni, per quanto forti, si consumano presto.
Lo sapete? Ci sono gravi crisi politiche e economiche in Africa e in Asia. A differenza del Covid-19 la responsabilità è spesso nostra, dei ben pasciuti occidentali. Vendiamo armi e distogliamo gli occhi dalle stragi che fanno. Devastiamo le foreste e poi consideriamo la desertificazione un problema di altri. Privatizziamo terre, gestiamo miniere, coltivazioni di cacao, fabbriche nocive che qui da noi sarebbero proibite, ma lì delle conseguenze ce ne freghiamo.

Quando eravamo noi ad attraversare il mare

Quando a partire per terre lontane eravamo noi, ci accoglieva la diffidenza e il rancore, se non il razzismo. Negli Stati Uniti eravamo considerati negri, nonostante il colore della pelle: eravamo semplicemente poveri. In Italia avevamo lasciato case vuote di speranza.

mediterraneo, naufraghi
Foto di Ella Baffoni

Anche le persone che oggi lasciano i loro paesi sanno di non aver nulla alle spalle, se non le persone a cui vogliono bene. E, badate, sono la parte migliore delle loro società, quelli che hanno iniziativa, speranze, voglia di migliorare. Se, almeno, non incappano nelle terribili carceri libiche, se non vengono sequestrati e venduti e torturati. Ah già, ma quei torturatori li paghiamo noi con le nostre tasse, non sia mai che riescano a superare il mare. Quanti siano i ragazzi piegati e segnati da quelle prigioni non sapremo mai.

Ora basta

Facciamola finita, allora. Mandiamo la marina a pattugliare il mare e a salvare le vite e le speranze di questa gente. Invece di finanziare gente poco raccomandabile in Libia mandiamoci le Ong, organizziamo corridoi umanitari. Smettiamola di perseguitare persone che sono già perseguitate in patria. Ripristiniamo il diritto di asilo, sì, quello scritto in Costituzione. Il piccolo Joseph forse ne aveva diritto, ma non ha avuto il diritto nemmeno di chiederlo.