Il gioco preelettorale sugli elettori moderati (oggi come allora)

Oggi (siamo agli ultimi giorni di campagna elettorale) vorremmo tenere ai nostri lettori un “discorso del caminetto”, una parlata alla buona, terra terra, senza svolazzi o fantasie o estri. Così, queste chiacchierate, le definì felicemente, se non ricordo male, la signora Roosevelt molti anni fa, e risultarono efficacissime. Il precedente ci incoraggia e a noi piacerebbe che i lettori fermassero la loro attenzione su un gioco che nel novantanove per cento dei casi si risolve in una vera e propria manovra: la manovra, vogliamo dire, dei sondaggi elettorali.


Essa si svolge in generale così. Premesso che l’elettore non ama sentirsi “costretto” a votare per uu partito (nel caso italiano a votare per la Dc contro il “pericolo” comunista), noi assistiamo a un primo tempo in cui i “sondaggi” ci assicurano che questa volta ogni rischio di “sorpasso” è da escludere e che l’elettore non deve nutrire preoccupazione di sorta: il Pci è in forte, anzi in fortissimo calo al sud e incontra serie difficoltà al nord.

Votate quindi per chi volete, cittadini, e non datevi pensiero alcuno: discorso che piace molto ai moderati incerti (non di rado in numero decisivo), cui il non decidere accontenta la loro pigrizia e incoraggia la libertà di una scelta rinviata alle ultime ore.

Poi viene un momento in cui i “sondaggi” tacciono e infine, manovrati in gran parte, per non dire nella totalità (anche quando non appare) dalla Dc, si rifanno vivi per constatare che il Pci risale, “si rilancia”: nel sud va riconquistando le posizioni perdute, nel nord è addirittura in crescita in molti centri.

Non sarebbe affatto da escludere che i comunisti conservassero le posizioni attuali e anzi le accrescessero. Fanfani, destinato, credete a noi, a rimanere bollito in terno ma nuovamente parlante, pronuncia addirittura la parola “sorpasso”.
Dio da come vorremmo che tutto ciò si avverasse, ma questo non toglie nulla alla ideazione della manovra Dc. La quale consiste nello spaventare all’ultimo momento l’elettorato moderato in modo da costringerlo a dirsi:”Dunque il “pericolo comunista” non è sfumato. Esso esiste tuttora. Siamo ancora alle “porte co’ sassi” e giù un subisso di voti, dati per salvare la patria, alla Dc. Non è un giuoco nuovo: lo hanno sperimentato recentemente, con successo, i conservatori in Inghilterra. State quindi attenti, elettori moderati italiani: la Dc, per ingrassare, si serve di tutto e di tutti. Come se non avessero già mangiato abbastanza.

L’Unità, 22 maggio 1979