Il fischio del merlo e la denuncia astiosa dell’anonimo condomino

Non resistiamo alla tentazione di riportare per i nostri lettori una lettera e un documento che abbiamo trovato qui ieri, rientrati a Roma: «Caro Fortebraccio, ti mandiamo una lettera che un condomino (anonimo!) di Corso Orbassano 227 – Torino, ha mandato a tutti gli altri condomini del palazzo. Il custode in questione è un compagno del nostro partito e ha solo due difetti: quello di essere comunista e di lavorare in un ambiente che non ha niente di popolare e democratico. Tra i tanti gravi problemi che tratti giornalmente pensiamo che un po’ di spazio per problemi (che poi non sono meno importanti) come questo lo potresti trovare. Tuo C. Cosentino per il Direttivo della 58a Sezione PCI – Torino».

Ed ecco il testo integrale della lettera che l’anonimo condomino torinese ha inviato ai suoi colleghi: «Egr. Condomino, con la presente chiedo che nella assemblea indetta per la sera dell’8 corr. venga dibattuto il problema dell’attuale portinaio, il quale, dimostrando un continuo menefreghismo qualunquistico accompagnato da chiare manifestazioni di disfattismo e di odio verso le classi agiate, dà un perfetto esempio della pratica attuazione della teoria marxista-leninista e non ci garantisce quella affidabilità e discrezione necessarie per le mansioni che ricopre. Per i motivi sopra elencati, suggerirei alcuni provvedimenti da adottare nei suoi confronti: 1) rilevazione delle infrazioni contrattuali commesse dalla persona in oggetto e loro segnalazione scritta all Amministratore; 2) gestione dei Condomini del sistema centralizzato dell’antifurto; 3) proibizione al suddetto portinaio di svolgere mansioni al di fuori del contratto durante le ore di lavoro, quali: composizioni poetiche (di dubbio valore e contenuto), esibizioni canore, imitazioni di uccelli fischiettanti; 4) non concedere mance alla persona citata anche nel periodo natalizio, visti gli sforzi con i quali tale individuo cerca la provocazione nel nome dell’odio di classe; 5) ricerca di un nuovo custode da sostituire all’attuale il più presto possibile. Un condomino – Torino 6-10-1976 ».

Il poco spazio che ancora ci resta per questa nota non ci vieterà di protestare vivamente contro l’implacabile denuncia dell’innominato condomino, non in nome del marxismo-leninismo, che non corre rischio alcuno, ma in nome della poesia e dell’arte, il cui fiorire, il più delle volte inaspettato e prorompente, nessun contratto di lavoro può vietare. Componga dunque poesie o canti romanze di opera a suo piacimento, il nostro compagne custode, e non si preoccupi. Ci faccia soltanto sapere, per nostra curiosità, se, quando vede passare il condomino suo accusatore, gli vien fatto naturale di imitare il fischio del merlo.
6 gennaio 1976