Il PS catalano tenta
un compromesso
sulla sorte di Junqueras

Difficile sfuggire alla sensazione che la recente sentenza della Corte Europea di Giustizia riguardante il “detenuto politico” nonché deputato europeo Oriol Junqueras (colpevole di aver partecipato attivamente all’organizzazione del referendum pro – indipendentista dell’ottobre 2017), per altro richiesta dallo stesso Tribunale Supremo spagnolo dopo aver condannato a 13 anni  il leader della Erc (Sinistra Repubblicana della Catalogna), sia destinata ad incidere profondamente sul quadro politico catalano e spagnolo. Vediamo perché.

Emerge in primo luogo un dato politico emblematico: dopo anni di durissimi contrasti tra Barcellona e Madrid, recenti sondaggi dimostrano un consolidamento delle forze che aspirano ad una Catalogna indipendente. In caso di elezioni catalane queste forze, per altro già maggioritarie nel Parlamento catalano, conquisterebbero circa 80 seggi invece degli attuali 70. La condanna dei leader della protesta catalana si sta quindi rivelando favorevole a chi si  batte contro l’appartenenza catalana allo Stato spagnolo. In altre parole: la difesa a oltranza della Costituzione del 1978 (prima con l’applicazione dell’Articolo 155, poi con il processo contro i dirigenti catalani) non ha raggiunto il suo obiettivo. Anzi, ora è più che mai evidente che una soluzione non traumatica della questione  catalana passa per una riforma adeguata della stessa Costituzione, che pure già riconosce le nazionalità catalana, basca e galiziana.

Oriol Junqueras

L’escalation della protesta catalana e la reazione repressiva dello Stato centrale che ha inteso perseguire la via giudiziaria e non quella politica, stanno danneggiando l’immagine internazionale della Spagna, ulteriormente appannata dal processo ai dirigenti separatisti e dalla recente posizione della Corte europea di Giustizia favorevole alla scarcerazione di Oriol Junqueras. Più in generale è saltata la tradizionale stabilità politica affidata al bipartitismo Psoe-Pp. Ora tocca di nuovo ai socialisti di Pedro Sanchez tentare il miracolo di un governo stabile. Per la prima volta dalla Guerra Civile la Spagna potrebbe essere guidata da una coalizione di sinistra. L’accordo programmatico tra Psoe e Podemos è stato infatti raggiunto.  Ma il punto è che tale formula ha bisogno di una maggioranza parlamentare più ampia. Ecco dunque l’attuale priorità: l’accordo Psoe – Erc – Podemos che garantirebbe l’elezione di Sanchez. Una formula che la destra franchista, rappresentata nel Parlamento di Madrid dalla minacciosa Vox, giudica contraria ai “valori tradizionali” della società spagnola (Dios, Patria y Rey).

Pedro Sancez

La questione catalana ha in ogni caso contribuito ad accentuare la centralità dei socialisti. Il Psc, costola storica del Psoe in Catalogna, sta cercando di promuovere il dialogo tra le due componenti principali (i catalani “puri” e quelli venuti come immigrati dagli anni Sessanta in avanti) della stratificata società catalana. Miquel Iceta, segretario dei socialisti catalani, si propone come il politico non separatista che cerca tuttavia proprio nel dialogo con i partiti separatisti il superamento della divisione tra le due Catalogne. Di recente ha riaffermato che la Spagna è una nazione formata da quattro nazioni (Castigliana, Catalana, Basca e Galiziana) e che tale realtà storica deve essere riconosciuta. Iceta tenta, in questo modo, di isolare gli esponenti moderati del partito socialista che invece guardano al Partito popolare con il quale vorrebbero governare isolando sia la destra estrema di Vox, sia la sinistra radicale di Podemos. I notabili del Psoe vicini a Felipe Gonzalez diffidano di una alternativa progressista  come quella ora perseguita dallo stesso Sanchez (che pure ha tentato senza riuscirci di evitarla con le ultime elezioni) e considerano del tutto sbagliata l’ipotesi dell’accordo con Erc. Sperano, in alternativa alla strategia di Sanchez, in un accordo tra il Psoe , il Pp e quel che resta di Ciudadanos. Il che spiega perché, in questi giorni, l’evoluzione della situazione politica spagnola appare più che mai incerta, in attesa nervosa della conclusione del confronto tra il Psoe e Erc.