I morti sul lavoro di serie B

Buongiorno vi scrivo questa email perché vorrei che il sito strisciarossa in questi giorni parlando dei morti sul lavoro, Milano ultimo in ordine cronologico, parlasse anche di un giovane operaio di 28 anni che ha perso la vita ad Ascoli Piceno schiacciato dal un tubo mentre lavorava. Gianluca Caterini, questo era il suo nome, lascia la moglie e un bimba di 6 anni, non era di Ascoli Piceno ma di Gela in provincia di Caltanissetta ed era andato lì per lavoro visto che nella mia città grazie alla crisi e alla politica nazionale hanno chiuso la Raffineria ENI.
La cosa che mi preme evidenziare con rabbia, sdegno e rammarico è che le morti di Milano e quella di Ascoli Piceno sembrano non uguali, nel senso che un risalto delle testate giornalistiche e televisive all’infinito per Milano e nessun riferimento al lavoratore di Ascoli Piceno cioè Caterini.
Dobbiamo avere la capacità tutti cittadini, istituzioni, stampa a 360° di ricordare, evidenziare, raccontare chiunque purtroppo perde la vita sul lavoro per un TOZZO di PANE perchè di questo si tratta.
Nel 2018 non possiamo pensare che un lavoratore esce di casa la mattina per andare a svolgere il suo lavoro, aprire la sua attività e non fare più rientro.
Quindi chiedo alla vostra redazione se fosse possibile come giustamente fate cioè evidenziare tutto ciò che riquarda la sicurezza sul lavoro, senza dimenticare che la morte di un lavoratore o di tre lavoratori non c’è differenza e non può essercene.
Non possono esiste morti bianche di serie A e morti bianche di serie B

Vi ringrazio della vostra attenzione e vi saluto cordialmente.

Aurelio Massimo