Per il buon governo servono
i matematici, parola di Platone

Chi sono i più adatti a risolvere i problemi concreti della gente, del popolo? Domanda sempre di attualità, anche se molto antica. Tra gli altri si è posto il problema anche Platone. “Chi dunque costringerai ad assumersi la guardia dello stato se non coloro che meglio conoscono quali sono i modi per la migliore amministrazione dello stato?. Vuoi che esaminiamo ora in che modo si potranno formare e condurre alla luce simili uomini, così come per taluni si dice che dall’Ade sono saliti fra gli dei? Ebbene, dobbiamo vedere quale tra le varie discipline possiede una simile facoltà? Quale sarà la disciplina che attira l’anima del mondo della generazione al mondo dell’essere?”

Sta parlando di formazione, di educazione, certo di alta formazione, chi pronuncia le parole citate. Si tratta di Socrate e sta parlando con Glaucone nel “La Repubblica” di Platone (Edizione Laterza). Siamo in Grecia, migliaia di anni fa, nella patria della matematica e della democrazia, della filosofia e della logica e dell’etica. Parole desuete.
E continua Socrate, che vuole indicare la disciplina che servirà agli scopi indicati: “Prendiamone una di quelle che hanno applicazione generale.” “Quale?” chiede Glaucone.

“Questa disciplina comune e utile a tutte le arti e speculazioni e scienze, quella che ognuno deve per forza apprendere fra le prime…Questa disciplina piuttosto semplice d’imparare a distinguere l’uno e il due e il tre. Con questo intendo dire la scienza del numero e del calcolo. Non è vero che qualunque arte e scienza se ne deve servire? Non forse anche l’arte bellica?” “Per forza”, non può che rispondere Glaucone.


E quindi ne conclude Socrate dobbiamo cercare quelle discipline che “per loro natura conducono all’intellezione”, alla comprensione del mondo e dell’umanità che ci circonda. “Calcolo e aritmetica appaiono atte a guidare la verità, faranno parte allora delle discipline da noi cercate.” E quindi la conclusione non può che essere: “Dobbiamo prescrivere per legge la disciplina di cui stiamo parlando, e persuadere chi dovrà svolgere nello stato le funzioni più importanti, a studiare il calcolo e ad applicarvisi, non in una maniera volgare, ma finché possa pervenire, con la sola intellezione, a contemplare la natura dei numeri, senza usarne per comprare e vendere come fanno grossisti e mercanti, ma per aiutare l’anima stessa a volgersi dal mondo della generazione alla verità e all’essere.”

“E’ evidente che questa disciplina costringe l’anima ad usare la pura intellezione per giungere alla pura verità.” E come sono fatte le persone che la praticano? “Le persone naturalmente portate al calcolo hanno una naturale prontezza in ogni disciplina… E certo non potrai trovare facilmente cose che ad apprenderle e praticarle impongano maggior fatica di questa”. Parole eretiche, si potrebbe dire: fatica, pensare con fatica? Malgrado ciò, ne conclude Socrate: “Per tutte queste ragioni non si deve trascurare questa disciplina, anzi vi dobbiamo educare le persone naturalmente meglio dotate.” Questo è l’interesse generale, per avere i migliori governanti possibili. “E bisogna considerare anche la geometria, che va coltivata in nome della conoscenza…Attirerà l’anima alla verità e sarà capace di produrre pensiero filosofico per mantenere in alto ciò che ora teniamo in basso. E quindi dobbiamo raccomandare agli abitanti dello stato di non trascurare assolutamente la geometria.”

Insomma rigore, interesse generali, grandi ideali, verità, logica, dimostrazione. Il problema della formazione della classe dirigente.
Utopia pura come si comprende.

Un fatto abbastanza inedito è successo, in un paese lontano, di cui nel nostro provinciale paese si parla solo quando si tratta di droga. La Colombia è un paese che sta tentando, ed è sulla buona strada, da alcuni anni di uscire da una condizione difficilissima. Un processo di pace che finalmente è avviato per la lunga guerra civile. Qualche anno fa si svolgevano in quel paese le elezioni presidenziali. I candidati erano sei e due in particolare erano interessanti per quanto detto. Uno dei due è stato anche in testa nei sondaggi prima del voto. Si chiama Antanas Mockus, aveva allora 58 anni, ed era il candidato del Partito Verde della Colombia. Non era uno sconosciuto. E’ stato rettore della Università Nazionale a Bogotà e poi sindaco della capitale Colombiana. E soprattutto è un matematico.

Nel blog ufficiale di Mockus si leggeva tra l’altro a proposito del tema centrale della campagna elettorale, legalità, violenza, rispetto dei diritti umani: “Credo che la gente sappia che userò la forza in modo legittimo quando sia necessario, come ho fatto a Bogotà, quando ero sindaco. Davanti alla gravità del conflitto, una parte consistente dei Colombiani sembrano disposti a tollerare qualsiasi metodo per ottenere la tranquillità. Davanti alla tragedia della guerra pensano qualsiasi mezzo sia lecito. Per questo possono temere che dare il potere ad una persona come sono io, che preferisce sacrificare gli obiettivi piuttosto che utilizzare metodi illegittimi, non sarebbe una strategia efficace per ottenere risultati tangibili. Credo di aver dimostrato a Bogotà, che con i metodi legali si possono ottenere risultati più duraturi.”

Quando è stato sindaco di Bogotà ha reso la città più sicura non puntando semplicemente sulla forza delle armi. E Mockus è stato all’avanguardia nel parlare di legalità proponendo idee anche molto fantasiose per cercare di risolvere i problemi. D’altra parte una delle caratteristiche dei matematici è quella di essere capaci di adattarsi alle situazioni, saper affrontare problemi nuovi che nessuno ha affrontato prima. E’ il motivo per il quale i buoni matematici, anche in tempi di crisi, trovano lavori soddisfacenti nei più diversi settori. Mockus è di origine Lituana, non ha mai vissuto in quel paese, la comunità lituana è piccola ma influente in Colombia.

Aveva scelto come suo vice Sergio Fajardo Valderrama, un matematico della Università de los Andes, che è stato sindaco di Medellín dal 2003 al 2007. Fajardo ha fatto il liceo al Collegio Benedettino, si è laureato all’università de Los Andes ed ha ottenuto il dottorato in matematica e economia alla University of Wisconsin-Madison, negli USA.
Insomma se Mockus avesse vinto le elezioni avremmo avuto un presidente ed un vicepresidente matematici in Colombia. E’ comunque confortante sapere che una persona candidata alla presidenza di un paese sia dotata di una profonda cultura e di capacità di comprendere e gestire la complessità della civiltà di oggi, e che queste qualità siano considerate garanzia per una buona riuscita nel governo di un paese.
Mockus non ha vinto le elezioni. Ha vinto Santos che appena eletto, malgrado fosse stato ministro del governo Uribe ha subito detto di puntare sulla pace con la guerriglia delle FARC ed ha pubblicamente ringraziato Mockus adottando il suo simbolo della colomba per la pace. Nel 2016 Santos ha vinto il Nobel per la pace per l’accordo firmato con le FARC.

Si sono svolte le elezioni in Colombia nel 2018. Al senato è stato rieletto con una valanga di voti Mockus. E’ tuttora molto amato. Per il primo turno delle presidenziali la votazione è stata: Ivan Duque, appoggiato da Uribe e contrario all’accordo di pace con le Farc, 39%, Gustavo Petro 25%, candidato della sinistra radicale (si può ancora dire?), sindaco di Bogotà, membro negli anni settanta del Movimento 19 aprile, un gruppo guerrigliero molto attivo. Terzo a poca distanza Sergio Fajardo, il matematico già citato. Molti sperano in Colombia in un accordo al secondo turno tra Fayardo e Petro.

Avrà ragione Platone? Certo i matematici usano la logica, formulano un’ipotesi e con un ragionamento deduttivo conseguente cercano di trovare la soluzione di un problema. Il principio del terzo escluso è alla base del ragionamento. O una cosa è vera oppure è falsa. Se si afferma qualcosa in cui si crede si deve si deve essere coerenti a meno che ci siano delle fondate motivazioni che fanno cambiare idea.
Come è scritto nella Enciclopedia Treccani: “E’ uno dei principi fondamentali della logica aristotelica. Esso stabilisce che date le due proposizioni costituenti una contradictio, cioè dati un giudizio affermativo e un giudizio negativo di ugual soggetto e di ugual predicato, non solo essi non possono essere né contemporaneamente veri né contemporaneamente falsi (cosa già stabilita dal principio di contraddizione), ma è necessario che uno di essi sia vero e l’altro falso, e che la falsità dell’uno implichi la verità dell’altro e viceversa, senza una terza possibilità.”

Ovviamente si sta parlando della Colombia, noi in Italia non mi sembra abbiamo problemi simili. Il secondo turno delle elezioni in Colombia si svolgerà a metà giugno.