Genio, rivalità accademiche, cerimonie:
è il Nobel e ci costringe a riflettere

Ha contribuito a rendere la scienza sexy, trasformando i ricercatori in star che imparano presto a essere ottimi divulgatori. Ci ha anche costretti a riflettere ogni anno su chi è, secondo noi, un campione o una campionessa della pace. Non manca mai di metterci in mano un libro ritenuto imperdibile. Infine, mescola ogni volta in un frullatore genio, rivalità accademiche, pompa cerimoniale, prestigio: il Nobel annuncia i vincitori ed è impossibile non sentirsi coinvolti.

Notevoli sviste

C’è il classico cavallo di battaglia, tra le tante polemiche, del lungo elenco dei grandi che non l’hanno ricevuto. Sviste spesso notevoli, anche se una scelta bisogna pur farla. Non l’hanno ricevuto Mohandas Gandhi, campione e teorico della non violenza, che è stato nominato per cinque volte venendo sempre battuto da altri nomi. Nel 2006 il comitato del Nobel ha asserito che “si è trattato della più grande omissione delle nostra lunga storia”. Nulla da fare, in campo letterario, anche per Lev Tolstoj: era il 1901 e un grande gruppo di artisti svedesi gli scrisse per dire che non condivideva la scelta di escluderlo. Si fece il suo nome l’anno dopo, ancora senza successo. Finalmente, nel 1903, l’imminenza della nomina. accademia-reale_nobel

Tolstoj non ne poté più di essere preso in mezzo e scrisse a un amico letterato di intervenire perché non fosse in alcun modo preso in considerazione il suo nome. Il Nobel per la letteratura andò a Giosuè Carducci. Non poche le scelte opinabili, quantomeno col senno di poi, anche nel difficile campo della pace mondiale. Un nome per tutti, Aung San Suu Kyi. Molti alfieri della pace sono stati tuttavia premiati, da Martin Luther King nel 1964, all’arcivescovo Desmond Tutu nel 1984 fino a Kailash Satyarthi e a Malala Yousafzai nel 2014 per la loro lotta contro lo sfruttamento e la repressione dei bambini/bambine e il loro diritto all’educazione.

Denaro e prestigio

Il premio consiste in ottocento sessantanove mila euro e una medaglia d’oro, assieme ad accresciuta notorietà e autorevolezza. Si riesce ancora a coprire questo “monte premi” con gli interessi sul capitale lasciato da Alfred Nobel. Fa eccezione il premio per l’economia, finanziato dalla Banca centrale di Svezia con una donazione. Come avviene la scelta? Nessuno può candidarsi personalmente, ma ogni anno migliaia di docenti, membri di società accademiche, precedenti premi Nobel e anche assemblee elettive, come un parlamento, possono prendere contatto con il comitato per difendere i loro candidati preferiti. lpremio_nobel

La Fondazione Nobel garantisce che i nominati che non ce l’hanno fatta resteranno anonimi per cinquant’anni, ma la notizia diviene facilmente di pubblico dominio tramite i sostenitori e la cerchia degli aspiranti, con “duelli” che durano anni.

In debito con le donne

Lisa Meitner, scienziata austrica-svedese che negli anni Trenta ebbe un ruolo determinante nella scissione dell’atomo, fu nominata per ben quarantotto volte senza mai vincere il premio. Il Nobel ha ancora un gran debito con le scienziate, ma anche con le scrittrici, poetesse, economiste e attiviste per la pace. Sono veramente poche ad avercela fatta.

L’anno scorso Frances Arnold è stata la quinta donna nella storia del premio ad aggiudicarsi il riconoscimento per la chimica, mentre Donna Strickland è stata la terza per la fisica in cento e diciotto anni. Nell’Unione Europea su diciotto milioni di scienziati ed ingegneri il quarantun per cento sono donne, osserva Marja Makarov, direttore del Biocenter finlandese e del Millenium Technology Prize, ma le discriminazioni e il pregiudizio sono evidenti.

Tra i vincitori per le scienze le donne sono solo il tre per cento.

Il Nobel per la letteratura l’anno scorso ha avuto la sua ondata di scandali sessuali, con l’arresto e la condanna a due anni per il marito di un’accademica. Per questa ragione il premio è stato sospeso nel 2018 e ora vi è una doppia designazione: andrà a Olga Tokarczuk e a Peter Handke. L’impegno del comitato è di fare un Nobel per la letteratura “meno orientato sui maschi e sull’Europa”. Uno sforzo che andrebbe fatto in tutte le aree: Stati Uniti, Canada ed Europa hanno avuto dall’inizio del Novecento l’81% dei vincitori. L’Africa è il continente meno rappresentato, con solo diciassette vincitori, di cui sette comunque residenti altrove.

Banchetti e conferenze

La cerimonia, presieduta da Re Carlo XVI Gustavo a Stoccolma e da Re Harald V a Oslo, dove viene assegnato il Nobel per la pace, è solenne, e il banchetto in municipio conclude la serata. Sono tuttavia, prima e dopo il premio, le conferenze, le lezioni, gli incontri tra pubblico e vincitori e altri protagonisti della cultura mondiale la parte più entusiasmante e partecipata, soprattutto dai giovani. Un programma annuale che mette in contatto tanti gruppi di nuovi studiosi o anche solo appassionati di conoscenza.
È questo forse uno dei grandi meriti del premio: per quanto inadeguata possa essere, di tanto in tanto, la scelta fatta, il Nobel fa brillare tutto l’anno la stella della cultura.