Curde, le combattenti del duemila

donne_popolo_curdoMai come quest’anno, in occasione del 25 aprile, i social media sono stati invasi da foto delle donne della Resistenza: partigiane, staffette, semplici cittadine, talvolta giovanissime che hanno aiutato, nascosto, protetto, curato, combattuto. È un modo per ridare visibilità al ruolo, spesso sottovalutato, delle partigiane. Su settecento lapidi, si legge su La Repubblica, solo tre sono dedicate a loro. Eppure hanno combattuto, si sono esposte a mille pericoli talvolta pagando con la morte, come ci hanno raccontato film e documentari circolati in questi giorni. Per questo mi piace ricordare le combattenti di oggi. Perché non vengano dimenticate, perché un colpo di spugna non ne cancelli la presenza oggi e quella futura nei libri di storia.

Chi sono le combattenti del duemila? Sono molte e in molti luoghi: lo sono, ad esempio, le ragazze curde, impegnate sul fronte di una guerra che nessuno racconta più.

A riportare l’attenzione su di loro è Fuad Aziz, artista, poeta e scrittore curdo-irakeno che da moltissimi anni vive e lavora in Italia, autore di Heva, peshmerga curda, storia di due ragazze che si trovano a lottare per i diritti del proprio popolo, anche scegliendo la dura vita delle combattenti e attivandosi nei Comitati di protezione popolare, un modello di organizzazione sociale che nella Siria curda ha, ad esempio, fatto del Rojava un laboratorio per la convivenza tra etnie grazie anche al protagonismo delle donne.

La storia che racconta Fuad Aziz per i giovanissimi e le giovanissime, – illustrata in modo magistrale, con immagini in bianco e nero, e il ricorso spesso alla poesia – è anche un omaggio a Hevrin Khalaf, l’attivista curda per i diritti delle donne, uccisa barbaramente dai Jihadisti nell’ottobre 2019, all’indomani dell’attacco turco sul confine siriano.

A scegliere di pubblicare la storia di Heva (e della sua amica Nerin) è l’editrice Matilda, specializzata in storie al femminile, “contrastare gli stereotipi di genere, raccontare la diversità e l’accoglienza, i sentimenti e le emozioni”, come si legge nella presentazione online della casa editrice. Ideatrice e animatrice di questa avventura editoriale è Donatella Caione che descrive, in un articolo su Vitamine vaganti la scelta di pubblicare la storia curda di Fuad Aziz e le tante storie “al femminile” a cui da spazio la casa editrice: “ci sono donne che dobbiamo e desideriamo ricordare, ci sono associazioni che hanno l’obiettivo di dare visibilità alle donne, specialmente a coloro che hanno compiuto e compiono azioni, scelte, opere, percorsi importanti, ci sono case editrici, scrittori e scrittrici che desiderano raccontare di queste donne”. È un tassello della costruzione della memoria e della visibilità di esperienze generose, talvolta eroiche che la Storia degli uomini troppo spesso dimentica o cancella e che l’editoria per i più piccoli può, invece, aiutare a mantenere viva.