I ragazzi di Greta
in piazza contro
il cambiamento climatico

Forse è perché consideriamo i giovani sempre “troppo giovani”, per poterli prendere in considerazione con la giusta attenzione e seguirne i loro passi. Sì, proprio così. Seguirne umilmente i passi senza accampare diritto di anzianità che, soprattutto oggi, non coincide più con dovere di tramandare saggezza. Perché la saggezza degli anziani è morta tanti anni fa, seppellita dal cinismo dei nuovi vecchi, forti solo del presente istantaneo, dell’oggi scoppiettante e…. chi se ne frega per quel che verrà dopo!

Ma tra le nevi bianchissime di Davos, nella Svizzera di chi arricchisce i ricchi della Terra, al cospetto dell’Economia mondiale, appare a fine gennaio Greta Thunberg, una giovane studente svedese che urla: “our house is on fire”. Era da settembre scorso che Greta lo gridava ogni venerdì, bigiando la scuola e andando sotto il Parlamento svedese a chiedere azioni in favore dell’ambiente.

E l’onda di Greta monta fino a diventare movimento, con il nome di School Strike 4 Climate Action e arriva a coinvolgere giovani di tutta Europa con scioperi di massa ogni fine settimana scolastico. Migliaia di studenti, senza gilet gialli, senza violenza, nel silenzio della stampa internazionale, da quel 25 gennaio, stanno dando vita a migliaia di manifestazioni che chiedono interventi urgenti per combattere i cambiamenti climatici.

Proprio durante la settimana del WEF di Davos, almeno 20 mila studenti sono scesi in piazza tra Svizzera, Belgio e Germania. Persino in Australia si sono registrate manifestazioni record di giovani che, seguendo l’esempio di Greta, hanno saltato la scuola per far valere il proprio diritto a un mondo vivibile di qui a venire. “Dobbiamo rendere responsabili le vecchie generazione per il disastro che hanno creato e con cui si aspettano che noi vivremo. Non è giusto che spetti a noi pagare per quello che hanno fatto” ha denunciato Greta, che poi in un video indirizzato ai potenti intervenuti al WEF di Davos ha spiegato: “Vi chiediamo di porvi dalla parte giusta della Storia: vi chiediamo di fare tutto il possibile per spingere le vostre economie e i vostri governi a limitare il surriscaldamento globale a 1,5° C”.

L’impotenza delle giovani generazioni trasformata in forza micidiale nel corpo esile di una 16enne. “Il mio cervello lavora in maniera peculiare e io vedo le cose in bianco e nero – ha spiegato Greta Thunberg, affetta dalla sindrome di Asperger. O iniziamo una reazione a catena con eventi al di fuori del nostro controllo, o non lo facciamo. Allo stesso modo, o fermiamo le emissioni o non lo facciamo. Non ci sono aree grigie quando si parla di sopravvivenza”. In un sol colpo ha denudato e reso inconsistente quell’area grigia nella quale siamo costretti tutti a vivere, confusa e maleodorante.

E il messaggio ha scosso l’assopimento dei sui compagni ed ha iniziato a diffondersi. Anche in Italia la protesta ambientale degli studenti, #FridaysforFuture sta diffondendosi e ha già visto, le piazze di Milano, Torino, Pisa, Genova e Roma invase pacificamente da giovani manifestanti contro il cambiamento climatico.

Una mobilitazione che avrà il suo culmine il 15 marzo, giorno in cui è prevista la marcia internazionale per il clima per la quale i ragazzi di tutto il mondo si stanno preparando. Non lasciarli soli a governare il loro futuro significa dare un sostegno forte a questa grande mobilitazione e partecipare, facendoci guidare da loro. Non facciamoci maledire all’infinito per aver distrutto irrimediabilmente le loro vite future.