Festa per L’Ora, un grande giornale a cui Palermo dedica una strada

Salvo Licata era un intenso e poetico cronista delle borgate e dei quartieri di Palermo, che firmò narrazioni di rara efficacia sul nostro giornale, L’Ora. Scriveva e cantava anche canzoni, altrettanto radicate nella vita della città, con le sue ombre e le sue luci. Salvo non c’è più, L’Ora non c’è più. Per fortuna non c’è più neanche quell’editore-partito che nel 1992, quindici giorni prima della strage di Capaci, chiuse quel giornale al culmine di un confuso scontro di potere.

La figlia di Salvo, Costanza, nella foto qui accanto sta cantando una delle composizioni di quegli anni, sul palco del teatro Santa Cecilia. Noi ex del L’Ora siamo saliti sul palco, commossi, per applaudirla alla fine di una giornata affollata di ricordi.

Omaggio al direttore Nisticò

Da ieri una strada di Palermo, per la prima volta che si sappia, è intitolata al giornale L’Ora. Di solito, quando si torna con la memoria ai propri vent’anni, quando molti di noi facemmo i primi passi del nostro lavoro, spunta qualche lacrima. Stavolta scorrevano anche lacrime di rabbia.
È stato il giorno dell’omaggio degli “ex” e della città allo storico direttore (1954-1975), geniale e vulcanico rifondatore di una testata che nella “Palermo felicissima” della “belle epoque’ di inizio Novecento era stata voluta dagli industriali Florio. Anni ruggenti, un passato che non passa. In questi giorni Vittorio Nisticò avrebbe fatto cent’anni. Abbiamo festeggiato così il suo compleanno.

L’editorialista Orlando

Scansando il rischio dell’autocelebrazione , immagini e reading di testi d’epoca hanno composto una “edizione straordinaria” che ha trovato un efficace editorialista nel sindaco Luca Orlando. La battaglia del L’Ora smentisce – ha detto – un vecchio motto dei Palermitani: cu nasci tunnu un po’ crisciri quatratu (chi nasce tondo non può crescere quadrato). Traduzione mia: anche per merito di questo piccolo grande giornale Palermo che sembrava dovesse rimanere “tonda” e gonfia di umori mafiosi e disperati, può cambiare, o almeno sperare di crescere “quadrata”.