Fermare il sole o resuscitare i morti:
come usciremo dalla trappola del virus?

L’immensità del Potere è espressa nel racconto mitologico di Giosuè che proferisce: “Fermati o Sole!”

Questa frase esprime il Potere dell’uomo nella sua più alta e mai raggiunta capacità di realizzarsi.

Neanche la frase proferita da Gesù rivolta a Lazzaro: “Lazzaro, vieni fuori!” ha la forza del Potere espressa da Giosuè. Gesù, infatti, non ferma le cose ma le riattiva. Si occupa della vita Gesù, e la rimette in circolo. Giosuè, invece, ferma il corso dei pianeti, il moto delle stelle, forze sovrumane e poderose. Ecco, in questi giorni di coronavirus in cui il largo tempo a disposizione ci concede il lusso, di poter indugiare e riflettere, se sia più grande la forza espressa da Giosuè nel fermare il moto o se lo sia quella di Gesù, che dall’inerzia lo riattiva.

La ressurrezione di Lazzaro, Caravaggio

Certo, parlando così riduciamo tutti e due gli eventi mitologici a un moto, ad un meccanismo, mentre dovremmo tenere presente che Gesù re-insuffla la vita (almeno di quella vita che fra umani si conduceva fino al momento della morte di Lazzaro) a ciò che apparentemente sembrava non averne più. E allora viene da chiedersi: chi ha ingiunto al mondo intero di fermarsi per contrastare il coronavirus quando non si è nemmeno capaci, non dico di far risorgere i morti, ma almeno di impedire che si muoia, per mancanza di strutture?

Giosuè aveva Potere sui pianeti ma non sulla morte, Gesù lo aveva sulla morte ma non sulle grandi forze della natura perché dobbiamo sempre ricordare che si muore solo in un ambito umano: le galassie non seppelliscono le proprie stelle.

I cambiamenti climatici

Fra le tante domande e le tante risposte in queste ore incerte appare però evidente che i cambiamenti climatici abbiano una loro importanza nel generare e nel far sparire qualunque tipo di specie animale. E lo stesso coronavirus però sembra darci indicazioni su di sé e su di noi. Il virus è un estraneo nel nostro corpo e tende a replicarsi dentro di noi. È un estraneo, un immigrato, un emigrato da chissà dove, diremmo noi se volessimo dare un senso politico al conflitto Natura/Homo, ma resta comunque un estraneo nel nostro corpo. La nostra risposta a questi primi elementi estranei scatena una risposta esagerata la “tempesta citochinica”, ovvero una reazione eccessiva da parte del sistema immunitario. Mentre il virus, forse, approfittando di questa nostra mobilitazione può riprodursi con più facilità, dopo il trasporto dalle vie aeree a quelle del sangue. È presumibile e verificato, quindi, che colpisca con più facilità chi ha la pressione alta, frequente negli anziani, o chi soffre di malattie legate al diabete, una malattia della nostra società dell’abbondanza.

Ma chi ha preso per primo il virus – l’uomo il pitone o il pipistrello – se è vero quanto si dice della sua genesi cinese? Certo, ora dobbiamo trovare il vaccino ma come e perché si sia formato il virus nel pipistrello resta un dilemma da sciogliere. O per meglio dire cosa fa sì che qualcosa si tramuti ad un certo punto in virus letale? E, considerato che i serpenti in Cina li mangiano non da ieri, perché il virus è entrato solo lo scorso anno?

Un nemico che cambia

Ed è per questo che faremo bene ad interrogarci sui cambiamenti climatici che non sono solo tsunami, tempesta d’acqua, o zanzare, ma anche virus, che attaccano gli animali. E noi, sebbene, umani, siamo fra le specie animali e quindi facciamo bene a preoccuparci. Appare anche evidente che il virus muti e che muti anche in base a dove si trova, non si sa perché, forse perché ama di più alcuni territori piuttosto che altri. In alcuni posti del mondo non abbiamo dati sul coronavirus o perché c’è la guerra, (altra circostanza che dovrebbe inquietarci per le analogie con la Spagnola, pandemia di inizio secolo) come in Siria, in Libia o nello Yemen, o perché l’OMS non ha dati in merito, come è il caso di alcuni Stati africani, o perché le autorità non lasciano trapelare le notizie come è il caso della Federazione Russia in cui i casi risultano essere circa 83. Il virus però appare senza fare troppe distinzioni perché colpisce tutti e indistintamente tutti gli Homo Sapiens Sapiens, si modifica geograficamente oltre che spostarsi geograficamente, comportamento abbastanza normale per un virus.

Possiamo, quindi, noi fermare il cambiamento climatico che dal Big Bang giunge a noi e come Giosuè dire Fermati o Sole! Oppure dobbiamo limitarci ad avere fede e che una volta morti di coronavirus ci sarà qualcuno che ci riporta in vita, invitandoci come Gesù ad uscire fuori?

Per ora siamo tra due fuochi,, anzi tra due focolai: quello del coronavirus che ci aggredisce appena usciti di casa quello delle misure di sicurezza o prevenzione che anch’esse ci aggrediscono appena usciamo da casa. Non dobbiamo muoverci.