E se Epifani cedesse
il seggio alla dirigente più legata alla Sicilia?

Abbiamo alfine scoperto che, dopo tutto quel che s’è visto in questi ultimi, travagliati anni, a sinistra c’è chi vorrebbe tornare a cinguettare, pardon dialogare, con Silvio Berlusconi e quel che resta della sua Forza Italia. Si badi: non si tratta di un passante qualsiasi bensì di un esponente politico di un certo rilievo, Guglielmo Epifani, deputato di Articolo Uno – il partito di cui è segretario il buon ministro della Salute, Roberto Speranza – già segretario generale della Cgil ed anche ex segretario del Partito Democratico.

Nello scorso fine settimana Epifani ha dichiarato a Radio Radicale che “neppure per me esiste un tabù su Forza Italia. Penso che sia più utile e interessante discutere sulla praticabilità di un suo eventuale ingresso in maggioranza, studiarlo, tenendo conto del quadro europeo che non potrà che favorirlo”.

Guglielmo Epifani Foto Umberto Verdat

Qui non intendo entrare in una discussione sul perché e il per come si potrebbe – per Epifani si dovrebbe – fare una maggioranza con il partito di Berlusconi. Libero lui di pensarlo e di proclamarlo. Del resto, pare di capire che sia il segretario-ministro Speranza sia un altro dirigente di Articolo Uno, Arturo Scotto, hanno detto chiaro e tondo che non se ne parla nemmeno di striscio. Speranza a Il Foglio ha detto: “Non vedo i presupposti per un allargamento della maggioranza, su molti temi con Forza Italia ci troviamo su sponde opposte, destra e sinistra, a mio modo di vedere, esistono ancora”.

A sua volta, Scotto ha scritto, sul blog del partito: “Io non credo che si possa immaginare, nemmeno lontanamente, di imbarcare Berlusconi in un rimpasto in vista di un fantomatico Conte ter o addirittura in una maggioranza nuova di zecca”. La faccenda potrebbe anche finire qui. Invece è l’occasione per parlare un po’ di Sud, un po’ di battaglia politica e sociale nel Mezzogiorno e un po’ di donne e del loro ruolo nei partiti e nella società. E cosa c’entra Epifani?

C’entra, perché l’Epifani che discetta di nuove alleanze a destra, che ci spiega come agganciare il vagone di Berlusconi, sol perché ora si presenta con la faccia bella in Europa, è l’esponente di Articolo Uno catapultato nella Sicilia Orientale alle ultime elezioni politiche del 2018, piazzato capolista al posto di una donna e risultato eletto perché i militanti di quel partito in quelle zone della Sicilia orientale si sono fatti un mazzo così per contribuire a far scattare la fatidica soglia del 3%.

Non sta di certo a me ricordare che al momento della formazione delle liste ci fu uno scontro aperto e che il coordinamento regionale di Articolo Uno diffuse alla stampa un documento di fuoco sul metodo di scelta dei candidati e, soprattutto, dei capilista, praticamente imposti dall’alto. Fatti politici che non hanno mai trovato una risposta, se non qualche timida autocritica nei mesi successivi. Tuttavia fu un successo (sempre relativo) che portò a far scattare il seggio al capolista Guglielmo Epifani. E lui si proclamò, pubblicamente, “deputato del territorio”. Chi l’ha visto? Nemmeno la Sciarelli. Scomparso dai radar, araba fenice per gli elettori del “suo territorio” e per i militanti della sinistra.

Basta soltanto questo per chiedere al gruppo dirigente di Articolo Uno di adoperarsi per avviare una pratica, come dire?, di risarcimento politico per quella realtà meridionale. Si chieda a Guglielmo Epifani, ormai alla soglia della metà legislatura, di lasciare il seggio della Camera alla donna che è risultata prima dei non eletti e che sarebbe stata la vera deputata del territorio. Ci vuole solo un pizzico di coraggio politico. Epifani, anche da non parlamentare, mantiene l’autorevolezza per dire la sua (magari con più prudenza se si parla di guardare a destra) perché ha un trascorso politico di non poco conto. Del resto, chi ne prenderebbe il posto è una dirigente di Articolo Uno, responsabile della Legalità nella segreteria nazionale.

Speranza, Epifani, Scotto, e ci metto anche Pierluigi Bersani: la vogliamo avviare questa bella operazione politica? Vogliamo fare questo colpaccio? Auguri.