Nei prossimi anni
avremo bisogno
di 3 milioni di immigrati

In Italia avremo bisogno nei prossimi anni di 3 milioni di immigrati in più per mantenere in equilibrio il nostro sistema previdenziale. Chi l’ha detto?  E’ stato forse il terribile Tito Boeri, presidente dell’Inps, che continua a provocare il governo e si ostina a non allinearsi al pensiero di Salvini e di Di Maio? No, Boeri ha difeso la presenza attiva degli immigrati nel nostro Paese come fattore determinante per poter pagare le pensioni agli italiani, ma la valutazione dei 3 milioni di immigrati necessari al nostro Paese è stata fatta in passato dalla Ragioneria generale dello Stato, non proprio un covo di ribelli anti-sistema.

Sull’immigrazione, sul peso economico dei cittadini provenienti da altri Paesi e sul loro ruolo indispensabile per il funzionamento dell’Italia andrebbe fatta una riflessione profonda, senza strumentalizzazioni, se solo la propaganda politica, i sovranisti e i fascisti fossero zittiti almeno per un po’.

Oggi in Italia vivono 5 milioni di immigrati, poco più del 9% della popolazione totale. Rispetto ai grandi Paesi europei la presenza di immigrati sul nostro suolo è modesta, inferiore alla percentuale della Germania (14,5%), della Francia (12%), dell’Inghilterra (13,4%), della Svizzera (29%) (Fonte: Nazioni Unite). Ci sono capitali europee come Berlino, Londra, Vienna dove la popolazione straniera già supera il 30% dei residenti, da noi solo Milano sfiora tassi medi di presenza non italiana in linea con le maggiori città europee. Contrariamente a quanto si pensa gli immigrati in Italia non sono tutti neri, africani, musulmani. La maggioranza degli immigrati che vive e lavora da noi è bianca, di origine europea e di religione cristiana. Non ci hanno “invaso”, li abbiamo fatti entrare perché ci servivano. In venticinque anni governi di tutti i colori hanno effettuato sette sanatorie a favore degli immigrati irregolari. I governi di centrodestra si sono distinti per aver consentito  sanatorie molto importanti: nel 2002-2003 la Bossi-Fini ha regolarizzato 600mila stranieri, nel 2009 Maroni ha sanato l’irregolarità di altre 300mila persone. Perché abbiamo consentito a 5 milioni di stranieri di stabilirsi, vivere, lavorare, mettere su famiglia, comprare casa, aprire negozi, vendere fiori e pizze nel nostro Belpaese? Il motivo è semplice: ne abbiamo bisogno come il pane, sono una parte dinamica della nostra economia

E’ stato il mercato a imporci l’immigrazione, non ci sono dubbi. Ci si può girare attorno, fare della filosofia e costruire una politica vincente contro l’immigrazione come ha fatto Salvini.  Ma la realtà è chiara. Sono state le imprese, le fabbriche, le officine, gli ospedali a esigere nuova mano d’opera, straniera, purchè disponibile, meglio se a basso prezzo e pronta a tutto. Gli italiani dal buon cuore considerano utili i lavoratori immigrati, ma devono cambiare la definizione: sono indispensabili. Non c’è alcun furto di lavoro, non c’è quasi competizione tra italiani e immigrati. Nel 2016 in Italia il 74% dei lavoratori domestici, il 56% delle badanti, il 52% dei venditori ambulanti, il 30% dei braccianti agricoli e degli operai edili erano stranieri (Fonte: Fondazione Moressa). Quanti lavoratori o disoccupati italiani prenderebbero il posto dei migranti che raccolgono i pomodori a 50 centesimi a cassa per 14 ore al giorno in Campania o in Sicilia?

L’apporto economico degli immigrati al nostro sistema è determinante. Noi italiani, da soli, non ce la facciamo, stiamo andando verso il collasso demografico. Gli stranieri aiutano a pagare le nostre pensioni e la nostra sanità. L’Italia perde progressivamente quote di popolazione in età di lavoro, tra i 15 e i 64 anni, perché non si fanno più figli. Il deficit demografico si allarga ogni anno. Secondo l’Istat perderemo 2,5 milioni di lavoratori attivi da qui al 2030, cifra che potrebbe salire a 9milioni entro il 2050. Stefano Proverbio e Roberto Lancellotti, già consulenti Mc Kinsey, autori del libro “Dialogo sull’immigrazione”, scrivono: “Oggi nascono un po’ meno di 500mila bambini ogni anno, ma circa il 15% sono figli di stranieri”, dunque i nati “italiani al 100% sono poco più di 400mila con un saldo negativo tra nati e deceduti nel 2016 di oltre 160mila unità, è come se ogni anno sparisse una città come Verona”.