Ecco le riviste
della scienza bambina

Padova con la sua università è da sempre un’eccellenza nel panorama accademico italiano. Nonostante la sua veneranda età – quasi 800 anni, uno degli atenei più antichi del mondo – non smette di sperimentare in molti campi compreso quello della comunicazione. Da poco, infatti, l’ateneo ha lanciato un giornale on line, IlBolive, che mette assieme scienza e comunicazione, ricerca e divulgazione, fatti di attualità e sperimentazione sul campo senza il timore di utilizzare linguaggi che rompono il perimetro dell’accademia tradizionalmente intesa. E senza la paura di accostare le scienze “dure” a quelle umanistiche.

Ma Padova è anche un centro di sperimentazione per la scienza bambina. Qui da anni si pubblica il quadrimestrale PLancK. Anche qui, in copertina, si ritrova il logo dell’università patavina ma ad animare la rivista c’è un’associazione nata cinque anni fa. Si chiama Accatagliato e si occupa delle scienze in senso ampio, incluse quelle umanistiche e sociali. Giochi, laboratori, progetti creativi hanno tutti (o quasi tutti) un obiettivo: far da ponte tra discipline e saperi diversi. Anche qui con il desiderio di rompere gli steccati. Come, ad esempio, quello che vede lo scienziato opposto all’artista mentre in realtà gli accostamenti e le sinergie sono molte. Fantasia e creatività (almeno in una certa dose) sono essenziali anche allo scienziato, per spingere il pensiero lì dove la realtà non lo porta. Certo, poi tocca dimostrare che la realtà corrisponde alla fantasia ma per un pezzetto almeno di strada scienza e arte vanno a braccetto. A questo rapporto, l’ultimo numero della rivista dedica molto spazio. Come dedica spazio ed energie a progettare laboratori o a partecipare, attraverso l’associazione, ai campi estivi “all science” per bambini. A volte lo fa in collaborazione con Tosciencecamp, un’altra eccellenza – in questo caso non veneta – nel panorama della scienza per i più piccoli. Come innovativi e di qualità sono i “libri attivi” della casa editrice Editoriale Scienza che ha sede a Trieste.

Cosa manca, allora, all’Italia per essere paragonata a paesi come la Francia, nella promozione di una cultura scientifica insieme ludica e istruttiva? Mancano i luoghi dove tutto questo si possa esprimere (a parte poche, lodevoli eccezioni, da Napoli a Milano), mancano i musei scientifici pensati anche per ragazzi, mancano soprattutto il sostegno istituzionale e gli spazi scolastici. In una parola, idee tante ma fondi per la cultura e per i giovanissimi pochi e sempre meno.