“Ecco i guai del decreto sicurezza”. Parla il sindaco di Cerveteri

Cerveteri è una città a nord-ovest di Roma. È nota per il ben conservato complesso di necropoli, un tempo parte di una importante città etrusca. La Necropoli della Banditaccia è stata riconosciuta dall’Unesco, nel 2004, patrimonio mondiale dell’Umanità.
Sulla bella facciata del Comune sventolano le bandiere istituzionali, insieme a quella della pace.
Una decina di giorni fa il sindaco ha difeso il drappo con i colori dell’arcobaleno: agli attivisti di Casapound che ne chiedevano la rimozione dalla facciata del Comune ha regalato una copia della Costituzione italiana. Un modo per ricordare che “quello della Pace è un valore della nostra Nazione che ripudia la guerra e ogni forma di fascismo”.
Incontriamo il sindaco Alessio Pascucci al suo secondo mandato e alla guida di una delle più giovani giunte elette in Italia.

Il decreto sicurezza ha creato molte polemiche, qual è il suo giudizio da amministratore?
Sia come sindaco di Cerveteri sia come coordinatore nazionale di “Italia in comune” credo di essere stato uno dei primi a denunciare i pericoli del decreto Salvini. Veniva presentato come un decreto che aumentava la sicurezza, e devo dire che sulle parti successive che non parlano di immigrazione ci sono alcune cose che condivido. Ma nella parte immigrazione il tema sicurezza viene ribaltato. Le scelte fatte in quel decreto diminuiscono la sicurezza nei nostri territori. Questo è il motivo per cui, quando il decreto si stava riconvertendo in legge, attraverso il nostro deputato Serse Soverini e al sostegno di altri deputati, abbiamo presentato emendamenti che non erano ideologici ma amministrativi. Cercavamo di spiegare quali sarebbero state le conseguenze negative del decreto in termini di sicurezza delle comunità e chiedevamo lo stralcio di alcune parti che avrebbero creato problemi.

Un po’ quello che sta avvenendo al Cara di Castelnuovo di Porto…
Sì, lì sta avvenendo una vera e propria deportazione. Quando si trasforma dalla mattina alla sera un cittadino immigrato regolare in un  irregolare, o lo si carica  su un autobus per portarlo da un’altra parte e lui non sa dove, stanno venendo meno i diritti civili garantiti dalla nostra Costituzione. Era inevitabile che avvenisse, ma dirò di più, sono convinto che Salvini sapeva che fosse inevitabile; da quando è ministro dell’Interno cerca di convincere gli italiani che gli immigrati siano l’unico problema. Dato che non ci sono stati problemi in questi mesi se non episodi di razzismo causati dall’odio che lui ha generato, fa comodo che gli immigrati escano dai Cara e vadano a dormire sotto i ponti.

A tutto questo dobbiamo aggiungere la vicenda di Riace
Appunto. A Riace c’era un modello di integrazione che funzionava e che dava dei vantaggi al territorio. Il ministro dell’Interno lo ha demolito, altrimenti la aua tesi che l’immigrazione e l’accoglienza siano un problema sarebbe stata smentita. Riace è l’antesignano di Castelnuovo di Porto, con la differenza che nel primo caso si è agito attraverso la magistratura, quindi il sindaco viene arrestato e gli viene impedito di stare nella sua città; nel secondo caso si è agito con la legge, creando più irregolari e di conseguenza più insicurezza. Il governo Berlusconi, di cui la Lega faceva parte, fece un condono che rese regolari coloro che erano irregolari fino ad allora. Salvini vuol far credere che la sua legge abbia a che fare con gli sbarchi… No. La sua legge ha che fare con i migranti che sono già qui e li rende irregolari: un fatto che ritengo gravissimo.

In questa situazione quali valori dovrebbe mettere in campo la sinistra, cosa dovrebbe fare per ritrovare una forza convincente?
Non ho una risposta, se ci fosse una ricetta che i partiti tradizionali della sinistra avrebbero potuto mettere in campo noi non avremmo avuto l’esigenza di costruire “Italia in comune”.

Siete un movimento?
È un partito con una matrice fortemente progressista, benché nella nostra carta dei valori non c’è la parola sinistra perché vogliamo differenziarci da chi in questi anni nella sinistra italiana ha ritenuto più importante litigare su chi e come vincere i congresssi invece che affrontare i problemi della nostra nazione.
È necessario trovare una ricetta che dia risposte a i milioni di elettori che non votano e a quelli che vanno a votare per disperazione. Molti elettori della sinistra e del centro hanno scelto qualcosa che non li rappresentava soltanto per non votare scheda bianca, poi c’è una terza fascia di elettori che non hanno rappresentanza, sono quelli che hanno votato 5 stelle convinti che questi ragazzi fossero la rivoluzione e si sono ritrovati al governo spesso degli incapaci, alleati della Lega, schiacciati su posizioni di destra. Voglio vedere ora come si comporteranno davanti alla richiesta di Salvini di non essere processato.

Voi cosa proponete?
Abbiamo deciso di fondarci come partito perché crediamo nella struttura, stiamo aprendo le sezioni nelle città, stiamo facendo il tesseramento, facciamo  assemblee cittadine, eleggiamo i nostri rappresentanti… Non è vero che i partiti  fanno schifo, i partiti hanno fatto schifo per il modo in cui si sono comportati.
In secondo luogo noi crediamo che ci siano tre valori che non si possano toccare: le decisioni si prendono nel territorio, non come è avvenuto in passato che ordini dall’alto indicavano come votare ai vari amministratori locali per accordi sovra territoriali. Così non può più funzionare, Il secondo valore è la competenza… falliranno questi populisti perché hanno convinto gli italiani che essere onesti, (ammesso che lo siano: la Lega deve restituire 49 milioni di euro) sostituisca la competenza, cosa non vera. Il terzo valore, che racchiude i primi due,  è l’investimento sugli amministratori locali. Non siamo il partito dei sindaci, come spesso ci hanno descritto. Però crediamo che chi è stato eletto nei territori abbia il dovere di mettere a disposizione del Paese la sua conoscenza.

Ma in questo partito, comunque, dei sindaci ci sono… mi può fare qualche nome?
Pizzarotti, sindaco di Parma. Coletta, sindaco di Latina.  Abbaticchio, sindaco di Bitonto… Ma sa perché i sindaci sono importanti? Ecco un esempio. Il Comune di Roma ha individuato nell’ex Provincia dei siti in cui portare i rifiuti della capitale, tra cui uno nel suo territorio. Anche qui un comportamento da incompetenti… la città metropolitana di Roma, quella che una volta era la Provincia, è oggi governata dalla sindaca Raggi la quale dopo aver dimostrato di non saper gestire i rifiuti nella Capitale,  pensa di scaricare il problema sulla provincia. In modo subdolo: nel 2017 ha inviato a tutti i comuni una mappa in cui sono indicate le aree bianche, cioè quelle dove è possibile creare inceneritori o discariche. I comuni, come per legge, trasmettono osservazioni. Noi, con il comune di Fiumicino, nostro confinante, dimostriamo che in quelle aree ci sono vincoli del Ministero dei Beni culturali. Il Campidoglio si è tenuto la mappa nel cassetto e quando il ministero e la Regione l’hanno richiesta gliel’hanno consegnata come se non ci fossero state osservazioni.  Quindi noi promettiamo lotta dura sotto tutti i punti di vista.

Com’è il rapporto con Nicola Zingaretti?
Ho una grande stima per Zingaretti che ho sostenuto sia quando si candidò alle Europee, sia alla Provincia e naturalmente nei due casi alla Regione. Nell’ultima elezione ho coordinato insieme a Smeriglio la lista civica che lo supportava. È una persona che gode della mia stima, in questo momento sta facendo un percorso importante candidandosi alla guida del Pd, un partito senza guida che non fa opposizione. Non posso nascondere che mi auguro che  vinca e mi auguro anche che sotto la sua guida questo partito faccia qualcosa di sinistra, come diceva Nanni Moretti, e che riprenda ad occuparsi dei problemi dei cittadini, cosa che da un po’ ha abbandonato.