Eaten fish salvato dalla Norvegia

Stavanger, in Norvegia, ospita dal 17 dicembre il disegnatore iraniano Ali Dorani, 26 anni. Ali Dorani ha lasciato l’Iran nel 2013. E’ arrivato in barca nell’isola di Natale il 6 agosto di quell’ anno. Ha chiesto asilo all’Australia. Come artista ha scelto lo pseudonimo di Mister Eaten Fish, Signor Pesce Mangiato. L’oceano l’aveva spinto verso una terra dove ha subito un trattamento che lo ha divorato nel fisico e nella mente. Nel gennaio 2014 è stato trasferito nell’Isola di Manus, in Papua Nuova Guinea. Lì l’Australia scaricava “off-shore” i perseguitati in fuga.

Eaten Fish, Pesce Mangiato, ha cominciato a documentare le condizioni in cui vivevano nel campo. I suoi disegni, fumetti o vignette, sono stati pubblicati in questi anni dal Guardian, dal Washington Post, dalla rete televisiva ABC news e da riviste d’arte e cultura come New Matilda, Law, Text. La Rete Internazionale per i diritti dei disegnatori e altre organizzazioni umanitarie, man mano che arrivavano le sue opere, si sono mobilitate per lui come uomo e come simbolo di forza morale. Dorani ha vinto nel 2016 il Premio Coraggio d’Autore nel Fumetto “per essere riuscito a produrre e far uscire un flusso di disegni che ha documentato gli indicibili abusi ed eccessi nel campo”. Ha vinto il Premio Voltaire per la libertà di parola, nella sezione “Sedia Vuota”, per una persona che non può ritirarlo perché imprigionato.

La città norvegese di Stavanger, dove l’autore è arrivato giorni fa, è il quartier generale amministrativo di ICORN, la Rete internazionale delle città rifugio. Ne fanno parte 60 luoghi (il 70 per cento nel Nord Europa) che ospitano per lunghi periodi artisti e scrittori in pericolo a causa del loro antagonismo al potere politico, economico o religioso. ICORN sta crescendo con nuove adesioni in Africa, Asia, Oceania e nelle Americhe. Stavanger ha una lunga tradizione di accoglienza. Un cittadino su cinque è un norvegese di origine straniera. Nel 2008 ha scelto il motto “Porto Aperto” come capitale europea della cultura e già nel 1996 ha ospitato il primo scrittore la cui voce andava salvata. Elisabeth Dyvik, direttrice del programma ICORN, ha detto: “Ora Eaten Fish potrà proseguire la sua carriera”.

Ali- Eaten Fish ora potrà curarsi. Alcuni mesi fa aveva fatto un lungo sciopero della fame per protestare contro il pericolo di essere rimosso dall’isolamento totale: in precedenza, aveva accertato un comitato legale “era stato l’obiettivo” di guardie e detenuti. Secondo la Rete per i diritti dei disegnatori “Eaten Fish ha portato alla luce gli orrori attorno a lui. Per questo è stato oggetti di percosse, privazione del cibo e, ancor peggio, di un trattamento degradante da parte delle guardie… La sua opera di questi quattro anni – proseguono i suoi colleghi, circa 600 disegnatori di tutto il mondo- sarà consegnata all’arte e alla storia come una delle più importanti forme di documentazione e comunicazione sulle violazioni dei diritti umani, gli abusi e la quotidiana, straziante agonia di ogni campo di prigionia illegale”.

Sono leggere la mano e la voce di Ali Dorani-Eaten Fish. In un fumetto si vede, fuori dal campo, una bella bambina che annoda tranquilla un cappio e definisce “zoo” il campo alle sue spalle, da dove si vedono uscire, come bolle, sogni e desideri dei prigionieri. Ali ha dovuto affrontare convulsioni, attacchi di panico, disturbo post-traumatico da stress, un disturbo ossessivo-compulsivo e sevizie fisiche. “Ho avuto un viaggio lungo – ha detto ringraziando i norvegesi di Stavanger -. La vostra città è il posto più sicuro in cui mi sia mai trovato. Penso che il mio viaggio cominci adesso”.